Complessivamente l'equity globale si avvia ad archiviare i primi tre mesi del 2020 con la peggior performance trimestrale dalla fine del 2008. Purtroppo la volatilità resta alta: il primo segnale per riavvicinare gli investitori ed allontanare i traders sarà quello di un ritorno a valori normali della volatilità implicita (oggi la volatilità implicita 30 gg è circa al 70% sull’Eurostoxx 50 mentre nei mesi scorsi veleggiava tra 10 e 15). Settore bancario in difficoltà dopo l’invito della Bce alle banche a non distribuire dividendi.
Il greggio ha chiuso ieri un trimestre difficile con un ribasso mai visto prima, stretto tra il Covid-19 e la guerra dei prezzi tra Russia e Arabia saudita. Entrambi i benchmark (brent e wti) hanno perso all'incirca i due terzi del loro valore nel corso degli ultimi tre mesi, con un declino a marzo del 55%. Il futures sul Brent cede 47 cent a 25,88 dlr al barile, mentre il West Texas Intermediate segna una marginale salita con gli operatori che aprono posizioni all'inizio del nuovo trimestre.
L'ufficio studi di Confindustria ipotizzava in uno studio ieri una contrazione economica del 6% nel 2020 in Italia, seguita da un recupero molto parziale del 3,5% nel corso del 2021. La recessione andrà a sommarsi con l'atteso e necessario netto aumento della spesa pubblica, proprio per far fronte all'emergenza sanitaria, con ovvie ricadute sui saldi di bilancio. La crisi legata al coronavirus spingerà il deficit italiano al 10%, con un debito al 160% del Pil quest'anno, a detta di Goldman Sachs.
Il numero dei nuovi contagi in aumento di poco oltre le 4.000 unità, ritmo sostanzialmente in linea a quello della giornata di lunedì che conferma un appiattimento della curva. Da tenere in considerazione -- volendo guardare al bicchiere mezzo pieno -- che il numero dei tamponi è cresciuto a 29.609 da poco oltre 23.000 eseguiti lunedì.
Mentre la conta dei contagi a livello globale sfiora quota 800.000 e i morti sono circa 38.800, l'epidemia si diffonde pesantemente negli Stati Uniti, paese piu' colpito al mondo con 163.000 casi. Ieri in Usa si sono contati 700 decessi in un solo giorno, un morto ogni due minuti, mentre le autorita' si affrettano a costruire ospedali improvvisati per far fronte all'emergenza. In Gran Bretagna, ieri, l'incremento dei morti e' stato pari al 27%. Tokyo ha registrato un numero record di nuovi casi in un giorno, mentre crescono le pressioni sul governo per l'annuncio di un lockdown.
Secondo il Fmi - che non cita casi specifici - il sistema bancario di alcuni Paesi potrebbe vedere la necessita' di una ricapitalizzazione, se non di una ristrutturazione, a seguito delle ricadute economiche della pandemia. Intanto il G20 ha fatto sapere ieri che il suo piano d'azione terrà in considerazione il rischio di vulnerabilità del debito nei paesi a basso reddito e fornirà aiuti finanziari ai paesi emergenti.
Sul fronte dati prevista una revisione lievemente peggiorativa del Pmi Ue manifatturiero di marzo, che dovrebbe portarsi a 44,7 rispetto al 44,8 della prima stima e al 49,2 di febbraio. Ancora più sconfortante sarà però nei prossimi giorni la lettura finale dell'indice sul terziario che nella lettura preliminare di fine marzo segnalava una retrocessione di oltre venti punti -- flessione record nella serie dell'indagine nata a metà 1998 -- a 31,4. Nel pomeriggio atteso dagli Usa l'indice per la manifattura Ism di marzo, con stime in calo a quota 45.
In Giappone l'indagine trimestrale Tankan sulla fiducia delle grandi imprese, sempre in ambito manifatturiero, mette in luce nel primo trimestre un risultato a -8 -- contro il -10 del consensus -- dopo la variazione nulla segnata negli ultimi tre mesi del 2019. Si tratta del livello di fiducia minimo da 7 anni.
Primi timidissimi segnali positivi arrivano invece dalla Cina - Paese da cui ha avuto origine l'epidemia e che per primo ne sta venendo fuori - con l'attivita' manifatturiera che migliora a marzo dopo il tonfo registrato a febbraio.