Questa mattina le borse sono in territorio positivo, il Btp recupera terreno e il dollaro è debole; a sostenere il tentativo di arginare le pesanti perdite sono le dichiarazioni della Fed e della BoJ di essere pronte a sostenere l’economia.
Firmato ieri sera da Giuseppe Conte il decreto ad hoc, del valore di 3,6 miliardi di euro, con le misure per il rilancio dell'economia piegata dall'emergenza coronavirus. Pari allo 0,2% del Pil, il pacchetto dovrebbe, secondo Roberto Gualtieri, ricevere il via libera della Ue, dal momento che già esistono margini di flessibilità nel patto di stabilità e crescita. L'apertura da parte Ue appare in buona parte scontata, per lo meno stando alle prime indicazioni da Bruxelles dove ha parlato anche Paolo Gentiloni. L'obiettivo è di varare il decreto, che naturalmente necessita dell'imprimatur delle Camere, entro venerdì prossimo.
L'esecutivo chiederà l'autorizzazione a rivedere al rialzo il deficit nominale 2020 rispetto all'attuale obiettivo di 2,2% sul Pil. Trattandosi di misure una tantum, non necessariamente questo si tradurrebbe in un incremento del disavanzo strutturale.
Dominano l'agenda macro i Pmi sul settore manifatturiero di febbraio da Germania, Francia, Spagna e zona euro, con attese di una nuova lettura al di sotto dei 50 punti, vale a dire di un'ennesima contrazione. Molto interessante anche il dato Istat della tarda mattinata su Pil e soprattutto deficit e debito relativi al 2019.
In tarda mattinata l'aggiornamento delle previsioni di crescita, anche per l'Italia, con l'Interim Economic Outlook. In novembre l'organizzazione con sede a Parigi aveva mantenuto invariata a 0,4% la stima per la congiuntura italiana del 2020.
Crescono le aspettative di un taglio dei tassi europei in risposta alle pesanti ricadute economiche del coronavirus. Il mercato monetario scommette su un intervento espansivo in occasione del consiglio di giugno.
L'indagine Pmi sullo stato di salute del settore manifatturiero cinese a cura di Caixin evidenzia una caduta a 40,3, minimo della serie, rispetto al 45,7 delle attese e dopo il 51,1 di gennaio. Pessimo risultato anche per l'analogo indice dell'istituto nazionale di statistica pubblicato ieri: l'indice sul manifatturiero di febbraio è crollato da 50 a 35,7, quello sul terziario da 64,1 a 29,6, in entrambi i casi minimi recordo e al di sotto delle attese. L'ufficio di statistica dichiarava ieri di prevedere un miglioramento nel mese di marzo.
Risale ai minimi delle ultime tre settimane lo yen nei confronti del dollaro, mentre sul biglietto verde pesa la prospettiva di possibili tagli dei tassi Fed in costante aumento. Jerome Powell assicurava venerdì che la banca centrale Usa "agirà come deve" a sostegno dell'economia.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Pmi manifattura finale febbraio (10,00) - attesa 49,1.
USA
Pmi manifatturiero Markit finale febbraio
Pmi manifattura Ism febbraio