Dopo lo scrutinio del 95%, le proiezioni sul voto olandese danno il centro-destra di Mark Rutte in netto vantaggio sugli euro-scettici di Geert Wilders. E' pari a circa 78% l'affluenza alle urne, sui massimi da trent'anni a questa parte. Sale al record da inizio febbraio il cambio della valuta unica su dollaro, tornando oltre la soglia di 1,07. L'attuale premier e leader Vvd si aggiudicherebbe 32 seggi in parlamento sul totale di 150, mentre a Wilders ne andrebbero 20. Si profila per i Paesi Bassi la prospettiva di un nuovo governo di coalizione, in cui partner principale Vvd non sarebbero però più i laburisti PvdA.
Sale di 25 centesimi, a 0,75%-1%, il costo del denaro negli Stati Uniti: Federal Reserve rispetta le attese del mercato alzando i tassi per la seconda volta in tre mesi con un voto 9 a 1 e confermando il progressivo miglioramento del mercato del lavoro e dell'attività economica, con un'inflazione vicina al target del 2%, per quanto non ancora a livello 'core'. Tuttavia la banca centrale evita di lanciare segnali troppo 'restrittivi': l'evoluzione del quadro economico rimane coerente con un percorso di rialzi "graduali" e restano confermate le proiezioni Fomc, che indicano altri due interventi nel corso del 2017 e tre nel 2018 . Nel tradizionale incontro con la stampa dopo la riunione di politica monetaria, Janet Yellen puntualizza che la banca centrale procederà in modo graduale con le strette anche nell'ipotesi in cui l'inflazione dovesse superare l'obiettivo di 2% in modo da combattere la disoccupazione.
Si tratterà della seconda lettura di febbraio ma resta comunque alta l'attenzione degli investitori sui dati di inflazione della zona euro: un'inflazione che, essendosi ormai riportata al target del 2% della Bce, offre un solido argomento a chi, a Francoforte, spinge per un progressivo spostamento verso posizioni meno accomodanti. Le previsioni sono per una conferma delle stime flash, con una crescita dei prezzi al consumo proprio del 2% tendenziale.
Difficilmente riserverà sorprese il meeting della Banca d'Inghilterra, dal quale nessuno degli economisti interpellati nell'ultimo sondaggio Reuters si aspetta cambiamenti di politica monetaria. Nonostante un'inflazione sopra il target del 2%, la netta maggioranza degli economisti ritiene improbabile prima del 2019 un qualsiasi intervento sui tassi (attualmente al minimo storico di 0,25% a seguito del taglio effettuato dopo il referendum sulla Brexit), mentre al più alcuni ipotizzano un aggiustamento del programma di Qe (anch'esso rafforzato dopo il voto per la Brexit).
Nulla di fatto per il meeting della Banca del Giappone chiuso nelle prime ore della mattinata con l'annuncio sui tassi. Il governatore Kuroda spiega alla stampa che l'istituto centrale terrà il timone fermo sui tassi finché non vedrà una ripresa dei prezzi al consumo.
Dollaro appesantito dal tono meno 'hawkish' con cui Federal Reserve ha accompagnato ieri sera la prevista stretta da un quarto di punto sui tassi Usa. Sulla valuta unica europea ha intanto un effetto confortante la vittoria dei liberali olandesi sull'estrema-destra.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Prezzi al consumo finali febbraio
USA
Richieste settimanali sussidi di disoccupazione
Indice Fed Filadelfia marzo
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Francia, Oat 25/2/2020 cedola 0%, 25/5/2022 cedola 0%, 25/10/2022 cedola 2,25%; Oati 25/7/2023, Oatei 25/7/2030, Oatei 25/7/2040.
Spagna, 30/4/2022 cedola 0,40% (5 anni), 31/10/2026 cedola 1,30%, 31/10/2028 cedola 5,15%, 31/10/2046 cedola 2,90% (30 anni).