Inizio di seduta poco mosso per le borse e per l’obbligazionario.
Giornata decisamente pesante invece quella di ieri per l’Italia dopo che la Commissione europea ha sollecitato ufficialmente una riduzione del deficit entro aprile minacciando la procedura di infrazione. Rendimenti Btp in rialzo, Bund in ribasso e spread che si allarga a 200 bps. In questa fase i mercati stanno ignorando i dati macro con le preoccupazioni politiche che prendono sopravvento. In mattinata l’indice Ifo tedesco aveva superato le attese confermando quindi le indicazioni di ieri degli indici di fiducia Pmi. L’inflazione in europa cresce su base annua dell’1,8% a gennaio con un dato mensile di -0,8%, quella italiana sale dell’1% tendenziale mentre il dato mensile è pari a -1,7% (questi sono i dati dell’inflazione armonizzata a livello Ue; tale procedura di rilevazione tiene conto tra l’altro dell’effetto saldi). La differenza a livello di dato mensile è ampia con l’inflazione non armonizzata (variazione mensile +0,3%). L’ombrello protettivo del Qe Ue si è aperto nel tardo pomeriggio di ieri riportando lo spread sotto 200 (194 bps): il contesto appare sempre più complesso per l’Italia e anche il Qe potrebbe avere difficoltà a riparare i nostri titoli dalle vendite. Il pericolo è che anche il settore bancario, detentore di titoli pubblici, possa aggiungere ai problemi dei non performing loan anche quello di un forte deprezzamento dei titoli del Tesoro. I cali del Bund consentono un calo anche dei tassi Irs (i due sono strettamente connessi).
Un nuovo rialzo dei tassi Usa potrebbe essere appropriato "abbastanza presto" qualora i dati su mercato del lavoro e inflazione escano in linea con le aspettative. È l'opinione della maggioranza degli esponenti del Fomc, che viene riportata nelle minute dell'ultimo meeting della Fed, pubblicate ieri sera. Il mercato ha giudicato tuttavia le minute relativamente caute, non in grado di dare ulteriore sostegno all'ipotesi di un intervento restrittivo già a marzo, che gli investitori sono tornati a considerare negli ultimi giorni. Ipotesi, quella di un rialzo a marzo, che è "sul tavolo", come ha comunque confermato ieri sera Powell della Fed.
Un membro dissenziente del board della Banca del Giappone ha avvertito che alzare in tempi brevi il target della banca centrale sui rendimenti dei bond sarebbe problematico in quanto l'inflazione rimane ben sotto l'obiettivo del 2%.
Prezzi in consistente rialzo stamane per il greggio dopo i dati Api di ieri che hanno mostrato a sorpresa un calo delle riserve Usa di greggio nell'ultima settimana.
DATI MACROECONOMICI.
GERMANIA
Dettaglio Pil trim4
Fiducia consumatori Gfk marzo
USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre Ctz scadenza 28/12/2018 e 0 Btpei scadenza 15/5/2022 e scadenza 15/9/2026.
EUROPA
Gran Bretagna, Gilt 2026, cedola 1,50%.
USA
7 anni, scadenza 29/2/2024.