Sui tassi Usa si registra un lieve rialzo che è da legarsi ai toni ottimistici della Yellen nel descrivere lo stato del mercato del lavoro americano: il rendimento Bond Usa 10 anni sale al 2,6%. Poco mossi i Bund e i tassi Irs con i decennali rispettivamente allo 0,27% e 0,73%. Lo spread Usa – Germania sui dieci anni raggiunge un nuovo picco sopra i 230 bps nonostante le banche centrali non stiano prendendo misure di politica monetaria in senso opposto a quelle della Fed che la scorsa settimana ha alzato i Fed Funds allo 0,5%-0,75% dallo 0,25%-0,5%. La Boj, come da attese, ha infatti confermato l'attuale politica monetaria e utilizzato toni più positivi sullo stato dell'economia, migliorando l'outlook sui consumi privati e rafforzando la convinzione del mercato secondo cui l'istituto si stia muovendo nella direzione di un aumento e non di un taglio del costo del denaro. Anche la BoE recentemente ha confermato tassi e importi del quantitative easing. La Bce a inizio mese ha confermato i livelli del corridoio dei tassi ma ha abbassato da 80 a 60 mld al mese gli importi del Qe, e la banca centrale australiana sempre a inizio dicembre ha confermato il costo del denaro al minimo storico di 1,5% mostrando cauto ottimismo nonostante la contrazione del Pil del terzo trimestro. Le banche centrali nonostante le differenze dello stato di salute dell’economia, non si stanno muovendo in senso divergente.
Si mantiene in prossimità del record degli ultimi 14 anni l'indice del dollaro sulle prime sei controparti commerciali, forte delle persistenti scommesse su una parabola tutta al rialzo per i tassi Usa.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Stima flash fiducia consumatori dicembre
USA
Vendita case esistenti novembre
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, regolamento asta Tltro.