Ampia vittoria del 'No' e dimissioni annunciate da Renzi, che le formalizzerà oggi al Quirinale. Decisamente contenuta la reazione dei mercati sia sul forex sia sui governativi con lo spread che resta appena sopra 170 bps. L’Eurousd dopo qualche sussulto che lo ha portato ad un minimo appena sopra 1,05, si attesta a 1,06 cioè su livelli superiori a quelli di una settimana fa. I decennali italiani si muovono intorno al 2% cioè ben sotto a quelli che si registravano venerdì 25 novembre e appena sopra quelli medi dell’ultima settimana. Può essere l’ombrello protettivo della Bce, può essere che i mercati si fossero già posizionati sulla vittoria del “No”, sta di fatto che le variazioni sono modeste con eccezione del nervo scoperto del settore bancario. Il rialzo dello spread dell’ultimo periodo è legato, come più volte sostenuto, alla legge di bilancio, al rispetto del patto di stabilità e alle tensioni con la Commissione europea.
Ieri si è tenuta anche la ripetizione del ballottaggio delle elezioni presidenziali austriache. La vittoria è andata all'ambientalista pro-Europa Alexander Van der Bellen; sconfitto invece il candidato dell'estrema destra Norbert Hofer. Questo potrebbe aver contribuito a sostenere la moneta unica.
La settimana è caratterizzata dalla riunione Bce di giovedì e fino ad allora è difficile che l’Eurousd possa vedere variazioni significazioni.
Il settore servizi cinese ha registrato un rafforzamento della crescita in novembre, ai livelli massimi da 16 mesi, nonostante il lieve rallentamento dell'andamento dei nuovi ordini e aspettative più moderate.
Accelera in novembre anche la crescita del settore servizi giapponese, ai massimi da 10 mesi, suggerendo un rafforzamento dei consumi in vista della parte finale dell'anno.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Pmi servizi finale novembre
USA
Markit, Pmi finale novembre