Viene dato per scontato un nuovo intervento espansivo della Bank of England, specie dopo i recenti Pmi di luglio, che hanno evidenziato la contrazione più ampia dal 2009 del settore privato britannico. Ma alla luce degli ultimi dati economici non è escluso che alla fine già oggi possano arrivare misure aggiuntive oltre al taglio dei tassi. La Bank of England pubblica inoltre il report sull'inflazione e le minute della riunione; a seguire la conferenza stampa del governatore Carney.
Padoan garantisce sulla tenuta delle banche italiane, che non sono "in una situazione di crisi sistemica" né sono fonte di vulnerabilità per altri sistemi bancari.
Imporre perdite ai creditori delle banche in Italia potrebbe essere un problema politico per Renzi, ma non per questo si deve derogare a "regole piene di buon senso che ci siamo dati insieme", mentre il governo se lo ritiene necessario può sostenere i singoli cittadini, fermo restando che questi interventi "vanno coperti finanziariamente in maniera solida". Lo dice il presidente della Bundesbank Jens Weidmann in un'intervista al Corriere e a Die Zeit. Weidmann sottolinea che l'Italia "ha messo in campo alcune importanti riforme", ma che riforme strutturali e finanzia pubblica sana non sono in contrapposizione. Sul fronte della politica monetaria, in particolare sul rischio di scarsità di alcuni titoli pubblici nell'ambito del Qe, Weidmann spiega che "ci sono possibilità di adattamento" del programma, ma che rafforzare gli acquisti sui Paesi a più alto debito o meno solidi "ci allontanerebbe ancora di più dal nostro mandato".
La bassa inflazione concede alla Fed il "lusso" di tenere i tassi bassi per un periodo di tempo più lungo. Lo ha detto ieri sera il presidente della Fed di Minneapolis Kashkari: parole che confermano i dubbi di chi -- di fronte agli ultimi deludenti dati americani, come la prima stima sul Pil del secondo trimestre di venerdì scorso e gli Ism di luglio di questa settimana -- ritiene improbabile un intervento restrittivo della banca centrale prima di fine 2016. I
Dollaro stabile questa mattina sia su euro sia su yen, ma appena sopra i recenti minimi da sei settimane rispetto al paniere delle principali divise internazionali, a fronte del nuovo raffreddamento della speculazione su un rialzo del costo del denaro da parte della Fed (i future sui tassi Usa proiettano ora una probabilità del 40% di un intervento entro dicembre). Alle 7,30 italiane il cambio euro/dollaro tratta a 1,1143/47 da 11,47 dell'ultima chiusura; dollaro/yen a 101,36/40 da 101,22. Limitate anche le oscillazioni della sterlina, in attesa della conclusione del meeting della Bank of England, col mercato che già prezza un taglio dei tassi di un quarto di punto: il cambio sterlina/dollaro scambia a 1,3315/20 da 1,3326 della chiusura di ieri.
Salgono i prezzi petroliferi questa mattina, estendendo il movimento già visto nella seduta di ieri, legato all'ampio calo registrato dal dato settimanale Eia sulle scorte di benzina negli Usa e al deprezzamento del dollaro.
DATI MACROECONOMICI
USA
Richieste settimanali sussidi di disoccupazione
Ordini all'industria giugno
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Francia, Oat scadenza 25/5/2026, cedola 0,50%; scadenza 25/10/2032, cedola 5,75%; scadenza 25/4/2035, cedola 4,75%; Oatei 25/7/2027 e Oati 25/7/2029.
Spagna, scadenza 30/7/2021 cedola 0,75%; scadenza 1/1/2029, cedola 6%; indicizzato all'inflazione della zona euro scadenza 30/11/2019, cedola 0,55%.
EUROPA
Gran Bretagna, banca centrale termina riunione politica monetaria, annuncia tassi, pubblica minute meeting e rapporto su inflazione ; segue conferenza stampa di Carney .
Zona euro, Bce pubblica bollettino economico.