4 agosto 2026 - Intervento a favore dello yen.

Lo yen mantiene gran parte dei guadagni ottenuti grazie agli interventi sul mercato valutario, dopo che l'azione congiunta della scorsa settimana da parte di Tokyo e Washington a sostegno della valuta ha reso gli speculatori più cauti nel ricostruire posizioni ribassiste. Alle 7,40 italiane, la divisa nipponica è in marginale calo intorno a 157,55 per dollaro, dopo aver toccato ieri un massimo di tre mesi a 155,20 con un guadagno complessivo del 5% in tre sedute. Rimane comunque ben al di sopra del minimo di 40 anni a 163,99 per dollaro visto a luglio. Il ministero delle Finanze nipponico ha confermato ieri che Giappone e Stati Uniti hanno effettuato un intervento coordinato di acquisto di yen sul mercato valutario venerdì, aggiungendo che non esiteranno ad adottare ulteriori misure se necessario.
Secondo gli analisti, la rara operazione congiunta - non accadeva dal 2011 - ha evidenziato la determinazione di entrambi i Paesi a impedire che il forte calo dello yen, ai minimi da 40 anni, e dei titoli di Stato giapponesi produca effetti di contagio a livello globale, ad esempio esercitando ulteriori pressioni al rialzo sui rendimenti dei Treasury statunitensi, già in aumento.
L'intervento a due ha innescato una rapida chiusura delle posizioni speculative ribassiste sulla divisa nipponica, la più ampia in quasi due anni, e ha aumentato le aspettative di ulteriori iniziative di sostegno, compresi rialzi dei tassi più rapidi da parte di BoJ.
Segnali contrastanti provenienti da Stati Uniti ed Iran sullo stato dei negoziati per porre fine alla guerra in corso da cinque mesi alimentano l'incertezza stamani, mentre i recenti attacchi alla navigazione nello Stretto di Hormuz continuano ad evidenziare i rischi per i flussi energetici globali.
In questo contesto, le quotazioni del petrolio sono tornate a salire dopo aver segnato ieri un calo del 7% ai minimi da tre settimane. il futures sul Brent sale a 85,10 dollari il barile.
La correlazione tra petrolio e rendimenti rimane forte.
I mercati monetari hanno intanto lievemente ridimensionato le loro aspettative sull'inasprimento Bce.
Quanto alla Fed, i futures sui Fed Funds incorporano ora una probabilità del 63% di un aumento dei tassi a settembre, mentre gli operatori provano ad adattarsi alla scelta di Kevin Warsh per una forward guidance meno esplicita rispetto all'era Powell. Il presidente della Fed di New York ha detto di rimanere ottimista sul fatto che le pressioni inflazionistiche siano sulla buona strada per attenuarsi gradualmente. Tuttavia ha aggiunto che, se così non fosse, la banca centrale non esiterà ad intervenire.
In attesa delle statistiche sui payroll di luglio in calendario venerdì occhi, proprio in ottica Fed, ai numeri Jolts sulle offerte di lavoro, primo di una serie di dati che nei prossimi giorni daranno il polso del mercato occupazionale negli Stati Uniti.

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