CAFFE’ ESPRESSO

10 dicembre 2014 - L’incertezza politica in Grecia, la debolezza dei dati cinesi e giapponesi stanno conducendo ...

L’incertezza politica in Grecia, la debolezza dei dati cinesi e giapponesi stanno conducendo ad un aumento dell’avversione al rischio. Tuttavia dopo la caduta di ieri oggi le borse tentano un rimbalzo.
I Btp restano comunque deboli: il taglio del rating, i richiami dell’Ue sui conti pubblici, le continue difficoltà del sistema bancario (oggi Bankitalia fornisce i numeri sugli indicatori bancari di ottobre) per ora stanno solo leggermente influenzando il mercato che comunque ha visto i rendimenti sul decennale salire dall’1,95% di fine scorsa settimana al 2,05% di oggi.
Resta molto fragile la situazione in Italia: il fine anno potrà vedere importanti prese di profitto dopo il recente rally. Ma questo rientrerebbe in aggiustamenti tattici dei portafogli internazionali mentre la sensazione è che molti operatori stiano iniziando a considerare una riallocazione strategica a svantaggio dell’Italia che offre un trade off rischio rendimento poco allettante. Nessuno se la sente di compiere la prima mossa andanto contro un possibile QE della Bce. La primavera 2015 sarà il momento clou con l’esame sui conti pubblici e le decisioni sul QE (a quel punto la retorica espansiva di Draghi non potrà più imbonire i mercati). Le strade non sono molte: o si esce dall’Euro o si ristruttura il debito pubblico contestualmente all’arrivo della slitta russa. Se non si procedesse in questo modo traumatico (ma quanto traumatico? I mercati finanziari dimenticherebbero in fretta e tornerebbero velocemente a fiutare il business Italia) è probabile andare incontro ad lunghissimo periodo di basssissima crescita, alta disoccupazione, un depauperamento del nostro paese con aumento delle tensioni sociali.
E’ illusionismo puro riuscire a rispettare il fiscal compact: frullando nei modellini econometrici super ottimistiche previsioni macro, appare quasi impossibile.

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