CAFFE’ ESPRESSO

25 agosto 2026 - Da valutare l'impatto su dollaro e tassi delle decisioni americane.

L'amministrazione Trump ha annunciato ieri un possibile ampliamento delle sanzioni nei confronti dei Paesi che intrattengono rapporti commerciali con Tehran, nell'ambito di quella che ha definito un "D-day economico", senza tuttavia procedere per ora all'imposizione di nuove misure punitive.
Dopo il recente rincaro, gli investitori hanno preso profitto ieri ignorando le nuove sanzioni e portando le quotazioni in calo di 2 dollari al barile. Negli scambi asiatici stamani i prezzi si sono stabilizzati in attesa di maggiore chiarezza, il futures sul Brent viaggia in calo di 4 cent a 92,13 dollari il barile. Il perdurare della volatilità sui prezzi dell'energia sta spingendo i mercati a scontare una politica monetaria sempre più restrittiva da parte della Banca centrale europea, mentre la riduzione delle forniture di carburanti raffinati e il calo delle scorte di gas minacciano di alimentare ulteriormente l'inflazione. Gli investitori scontano ormai quasi completamente un rialzo dei tassi di 25 punti base al 2,5% il mese prossimo e prevedono un ulteriore aumento della stessa entità entro febbraio del prossimo anno. Attribuiscono circa il 60% di probabilità che il saggio sui depositi raggiunga il 3% entro settembre 2027. Ieri i rendimenti della zona euro sono rimasti sostanzialmente stabili sui recenti massimi, in un mercato che resta pressione. Cresce intanto l'attesa del mercato per l'intervento di venerdì al simposio di Jackson Hole del presidente della Fed Kevin Warsh, che finora è stato parco di indicazioni sul futuro dei tassi, oltre che per la pubblicazione, domani, dell'indice Pce delle spese per consumi personali - la misura di inflazione favorita dalla banca centrale statunitense - relativo al mese di luglio. I mercato prezzano al momento un incremento dei tassi Fed di un quarto di punto percentuale entro fine anno.
Focus sulla Germania anche sul fronte macro: diffuso di prima mattina il dettaglio del Pil, che nel secondo trimestre ha fatto meglio delle attese salendo dello 0,3% a livello congiunturale, mentre più tardi arriverà il dato di agosto sul clima di fiducia delle imprese tedesche, con il consensus che converge su un aumento dell'indice Ifo a 87,1 da 86,6 di luglio.
Il dollaro fatica a mantenere i guadagni nei confronti delle principali valute stamani, mentre gli investitori ponderano l'ampliamento delle sanzioni Usa legate all'Iran e i rinnovati sforzi di Washington per allentare le pressioni sui rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.