CAFFE’ ESPRESSO

14 luglio 2026 - Focus su Warsh e inflazione.

Attesa nel pomeriggio la prima audizione parlamentare del presidente della banca centrale Usa Kevin Warsh, che i mercati monitoreranno attentamente alla ricerca di possibili indicazioni sul futuro andamento dei tassi Usa. I futures sui Fed fund prezzavano ieri una probabilità implicita di poco superiore al 52% di due o più rialzi dei tassi entro dicembre, rispetto al 47% della fine della scorsa settimana. In una serie di dichiarazioni dal tono restrittivo, ieri un esponente Fed ha detto che la banca centrale Usa potrebbe dover alzare i tassi "a breve" se l'inflazione dovesse mantenersi ben oltre l'obiettivo del 2%. Altro driver di giornata saranno proprio i dati sull'inflazione di giugno negli Stati Uniti che potrebbero mostrare un raffreddamento del tasso principale al 3,8% annuo dal 4,2% di maggio, grazie al calo dei prezzi della benzina. Tuttavia, parte di questo effetto potrebbe invertirsi ora che i prezzi del petrolio stanno tornando a salire.
Terza notte di fila di attacchi Usa contro l'Iran mentre Trump mette di nuovo in atto il blocco delle navi iraniane e propone una tassa del 20% per controllare lo Stretto di Hormuz.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno detto che missili iraniani hanno colpito due petroliere emiratine che transitavano nello stretto in acque territoriali omanite, ferendo un membro dell'equipaggio.
Le rinnovate tensioni hanno alimentato un rialzo dei prezzi del petrolio. Il futures sul Brent guadagna 90 cent a 84,20 dollari il barile, dopo aver toccato il massimo da metà giugno a 85,6 dollari (il minimo circa due settimane fa a 69).
L'Opec ha ridotto intanto la propria previsione di crescita della domanda mondiale di greggio nel 2026 a 780.000 barili al giorno, segnando la terza revisione al ribasso consecutiva.
I mercati monetari hanno lievemente incrementato ieri le aspettative di una ulteriore stretta monetaria da parte della Bce entro la fine dell'anno portandole a 37 punti base, il che implica un altro rialzo di 25 punti e una probabilità vicina al 50% di un secondo aumento.
Le esportazioni cinesi sono aumentate a giugno grazie alla domanda di chip per l'IA mettendo a segno un balzo del 27% su anno, il massimo in quattro mesi, superiore al 19,4% di aprile e al 18,2% del consensus. Forte rialzo anche per le importazioni che hanno registrato un +36% dopo il +27,4% del mese precedente, quando avevano toccato il massimo di cinque anni. Il dato si è rivelato superiore al +24% ipotizzato dal consensus. La bilancia commerciale del mese scorso ha registrato un avanzo di 125,6 miliardi di dollari, rispetto a 105,4 miliardi del mese precedente.

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