Gli Usa hanno detto di aver lanciato nuovi attacchi contro l'Iran per permettere che lo Stretto di Hormuz resti aperto. L'intervento ha provocato attacchi iraniani contro Kuwait e Bahrain nell'ultima escalation che rischia di compromettere gli sforzi per porre fine alla guerra. Le tensioni hanno spinto ancora al rialzo, per il terzo giorno di fila, i prezzi del greggio che negli scambia asiatici salgono di oltre l'1%. Il futures sul Brent sale a 78,31 dollari il barile.
Diffusi ieri sera, i verbali Fed hanno mostrato che all'ultimo meeting della banca centrale Usa, il mese scorso, si sono rafforzati i timori per un surriscaldamento dell'inflazione, in particolare per il rischio che gli aumenti dei prezzi si possano estendere a un numero crescente di beni e servizi rendendo necessaria una politica più restrittiva. Alcuni partecipanti alla riunione del 16-17 giugno hanno detto che si erano già materializzate le condizioni per alzare i tassi nonostante abbiano poi scelto di allinearsi ai colleghi e lasciare invariati i tassi.
A metà seduta verranno diffuse anche le minute dell'ultimo meeting Bce in cui è stato varato il primo rialzo dei tassi in quasi tre anni.
Riferimenti per l'avvio odierno sono 80 punti base, livello più alto da inizio maggio, per il premio al rischio tra Italia e Germania e il 3,91%, massimo dal 20 maggio, per il rendimento del benchmark febbraio 2036.
Ieri i rendimenti sono saliti notevolmente dopo che il presidente Trump ha detto che è saltato l'accordo per porre fine al conflitto tra Usa e Iran.
Attesa positiva l’apertura dei mercati azionari eurozona.
Poco mossi i principali cross con l’eurousd che staziona tra 1,14 e 1,145. Ieri dopo che il presidente Trump ha detto che il memorandum d’intesa volto a porre fine alla guerra con l’Iran è “terminato” il cross è sceso a 1,14. Sempre sopra 162 l’usdyen.
CAFFE’ ESPRESSO
9 luglio 2026 - Fragile tregua, tassi in rialzo.
Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |