Le notizie di attacchi contro imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno riacceso le preoccupazioni di possibili interruzioni del traffico delle petroliere ad Hormuz, con la fragile tregua a repentaglio dopo che gli Usa hanno colpito diversi obiettivi iraniani e Teheran ha lanciato in risposta missili e droni su siti militari statunitensi in Bahrain e Kuwait.
Il riaccendersi delle tensioni spinge nuovamente verso l'alto le quotazioni, già salite ieri del 3% dopo che gli Stati Uniti hanno revocato la licenza generale che autorizza la vendita di petrolio iraniano. Il futures sul Brent viaggia in rialzo a 76,4 dollari il barile e quello sul Nymex a 72,6 dollari. Il rincaro del greggio riporta ovviamente i bond sotto pressione. I rendimenti euro erano già saliti nella seduta di ieri, con gli investitori che valutano le prospettive di lungo termine per il debito, concentrandosi sul rischio politico in Francia e sulla politica fiscale in Germania.
L'attenzione sarà rivolta, in serata, ai verbali dell'ultimo Fomc di giugno - il primo presieduto da Kevin Warsh - mentre gli operatori cercano di valutare l'orientamento e il tono dei responsabili della banca centrale. I mercati scontano almeno un rialzo dei tassi da parte della Fed entro la fine del 2026 per contrastare l'inflazione.
CAFFE’ ESPRESSO
8 luglio 2026 - Petrolio in rialzo, obbligazionario sotto pressione.
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