Nonostante il cessate il fuoco in Medio Oriente, Israele ieri ha sferrato contro il Libano i più violenti attacchi mai registrati, causando la morte di 254 persone e suscitando la minaccia di ritorsioni da parte dell'Iran.
Intanto resta chiusa la navigazione nello Stretto di Hormuz, brevemente riaperto ieri, per le navi prive di un permesso.
Trump ha annunciato dazi del 50% per tutti i Paesi che forniscano armi all'Iran, sebbene non abbia l'autorità per farlo dopo la sentenza della Corte Suprema Usa lo scorso febbraio.
I mercati si assestano dopo il forte rialzo di ieri e fanno i conti con la fragilità del cessate il fuoco: il prezzo del greggio sale leggermente ma resta sotto i 100 dollari il barile e più alto del 40% rispetto a prima del conflitto.
Dopo il cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran i rendimenti delle zona euro sono scesi in modo netto con quelli dei Btp che hanno archiviato il maggior calo su base giornaliera da febbraio 2023, e lo spread che ha stretto fino a 76 punti base dagli 89 della precedente chiusura.
Diffuse ieri sera, le minute Fed del meeting di metà marzo mostrano che sono sempre più numerosi i banchieri centrali Usa che ritengono necessari rialzi dei tassi per contrastare un'inflazione ancora oltre l'obiettivo del 2%, soprattutto dopo la guerra in Medio Oriente. Dopo la diffusione delle minute, i Treasuries Usa hanno ridotto i guadagni, comunque più contenuti rispetto a quelli dei titoli europei.
I mercati monetari prezzano un allentamento da parte della Fed per soli 7 punti base di qui a fine anno, contro i 50 di fine febbraio.
Insieme alla lettura finale del Pil Usa del quarto trimestre verranno diffusi i dati sui redditi personali e sull'indice dei prezzi Pce relativi a febbraio, che ancora non incorporano eventuali pressioni inflative derivanti dall'attacco lanciato il 28 febbraio da Usa e Israele contro l'Iran.