Si riuniscono a Bruxelles per un incontro straordinario i ministri dell'Energia dell'Unione europea, chiamati a pronunciarsi sul price cap da imporre alle importazioni comunitarie di gas russo. Una risposta europea che naturalmente irrita Mosca. La Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che soltanto la settimana scorsa ha aperto all'ipotesi di tetto sui prezzi, porta sul tavolo dei ministri dell'Energia anche proposte come la riduzione del consumo di elettricità, un tetto sui ricavi dall'elettricità non generata dal gas (rinnovabili comprese), un contributo di solidarietà dalle aziende di combustibili fossili e maggiore liquidità alle società energetiche. Secondo fonti diplomatiche, tra i paesi Ue c'è una sostanziale intesa sulle misure agli aiuti di liquidità e alcuni sono concordi sui tagli alla domanda. Altre proposte - su tutte quella del tetto ai prezzi - sono invece divisive.
Nelle seduta di ieri il secondario nazionale ha contenuto le perdite rispetto alla controparte Bund: il tasso dello Schatz a due anni si è portato ai massimi dal 2011.
Francoforte ha optato per una stretta monetaria da tre quarti di punto - esattamente quanto il mercato scommetteva - che porta i depositi marginali da zero a 0,75% e il rifinanziamento a 1,25%. Il percorso di normalizzazione che porterà i tassi della zona euro a un livello neutrale - ancora indefinito - proseguirà ancora. Christine Lagarde avverte che per arrivare alla fine del ciclo restrittivo serviranno ancora più di due ma meno di cinque riunioni Bce. Le nuove stime trimestrali dello staff su crescita e inflazione disegnano intanto un quadro a tinte fosche, in particolare sulle pressioni sul costo della vita che hanno persuaso la Bce a varare il maggior rialzo dei tassi della sua storia.