Giornata particolarmente ricca dal punto di vista macro sia in Europa che negli Stati Uniti con statistiche destinate a esercitare pressioni sulle banche centrali. Dopo la stima dell'inflazione tedesca al nuovo massimo di 7,8%, in mattinata Italia, Francia, Portogallo e zona euro diffonderanno gli analoghi dati di aprile. Le attese sono per un ulteriore rialzo, a un nuovo record, per l'intero blocco a 7,5% mentre per l'Italia il tasso dovrebbe scendere a 6,3% su anno dal precedente 6,5%. Il vice presidente Bce Luis de Guindos ha detto ieri che Francoforte deve monitorare con attenzione l'aumento delle aspettative sull'inflazione rispetto al target Bce di 2%. Contemporaneamente, Eurostat diffonde la stima del Pil del primo trimestre della zona euro con il consensus che proietta una crescita annua di 5,0% rispetto al 4,6% del quarto trimestre. Oltre ad altre economie del blocco, anche Istat rende noti gli analoghi dati preliminari con attese per un incremento di 5,8% a perimetro annuo da confrontare con il 6,2% degli ultimi tre mesi del 2021. Intanto in Francia nel primo trimestre il Pil ha visto una variazione nulla su trimestre - a fronte di attese per un incremento di 0,3% - e rispetto al +0,8% del quarto trimestre.
Dati importanti nel primo pomeriggio anche dagli Usa dove ieri la lettura preliminare del Pil ha mostrato un'inaspettata flessione nel primo trimestre di 1,4% su anno rispetto ad attese per +1,1%. Si tratta del primo calo dalla recessione innescata dalla pandemia da Covid circa due anni fa. L'indice Core Pce a marzo dovrebbe mettere a segno un incremento di 0,3% su mese e di 5,3% su anno e il Pmi Chicago dovrebbe attestarsi a 62,0 questo mese.
La Cina potenzierà le misure di sostegno per le imprese e le piccole aziende al fine di stabilizzare l'economia zavorrata dai nuovi focolai di Covid e dalla guerra in Ucraina. In aprile si acuirà il calo dell'attività delle aziende cinesi con l'indice ufficiale Pmi manifattura che dovrebbe scendere a 48,0, minimo da febbraio 2020, da 49,5 di marzo.
Riferimenti per l'avvio odierno i 183 punti base per il premio al rischio Italia-Germania sul tratto decennale e il 2,73% per il decennale di riferimento. La seduta di ieri ha visto il tasso del decennale di riferimento oscillare tra un minimo di 2,50% e un massimo oltre 2,75% con le vendite che si sono intensificate dopo il dato dell'inflazione tedesca superiore alle attese e lo spread al massimo da giugno 2020. La lettura ha ulteriormente rafforzato le aspettative per un intervento Bce sui tassi con i mercati monetari che hanno iniziato a prezzare rialzi dei tassi da parte di Francoforte per 85 punti base entro l'anno rispetto agli 80 subito prima del dato.