CAFFE’ ESPRESSO

8 aprile 2022 - La frenata dell'economia cinese potrebbe aiutare i negoziati di pace.

I responsabili della politica monetaria della Banca centrale europea sono sembrati intenzionati a ritirare le misure di stimolo in occasione della riunione del 10 marzo e hanno sottolineato che le condizioni per il rialzo dei tassi sono state soddisfatte o stanno per esserlo. È quanto emerge dai verbali pubblicati ieri. I banchieri centrali hanno concordato durante la riunione di porre fine agli acquisti di bond nel terzo trimestre, ma non hanno preso ulteriori impegni per ridurre le misure di stimolo, anche se l'inflazione continua a salire a causa degli alti prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari. "Un gran numero di consiglieri ha ritenuto che l'attuale livello elevato di inflazione e la sua persistenza richiedano ulteriori azioni immediate verso la normalizzazione della politica monetaria", si legge nei resoconti della riunione. "Si è sostenuto che, per tutti gli scopi pratici, le tre condizioni della forward guidance per un aggiustamento al rialzo dei tassi di interesse chiave della Bce siano già state soddisfatte o comunque stiano per essere soddisfatte", ha aggiunto la Bce.

 

La situazione internazionale dalla riunione Bce sono peggiorate notevolmente; le stime di Francoforte emesse a marzo al 3,7% di crescita per il 2022 erano già superate alla loro uscita. La crescita deve preoccupare più dell’inflazione: ripagare i debiti senza crescita sostenuta diventa difficile. I mercati stanno iniziando a ragionare così e penalizzano i Btp: da inizio settimana lo spread è salito da 150 a 170 bps circa.

 

A marzo il settore dei servizi in Cina si è contratto al ritmo più consistente in due anni. L'indice Pmi del comparto, a cura di Caixin, è crollato a 42,0 da 50,2 di febbraio (50 è lo spartiacque tra crescita e contrazione): questo dato è sintomatico di quanto la guerra stia condizionando l’economia globale e potrebbe far aumentare l’irritazione di Pechino verso Mosca con conseguenti pressioni cinesi su Putin per una soluzione del conflitto.

 

Mentre si cementano le aspettative per un rialzo dei tassi più corposo del solito da parte della Federal Reserve al prossimo meeting, ieri i presidenti della Fed di Chicago e di quella di Atlanta, hanno utilizzato toni un po' più cauti rispetto alle recenti dichiarazioni dei colleghi che vorrebbero un’accelerazione nel rialzo dei tassi e nella riduzione del bilancio della banca centrale (interruzione degli acquisti di titoli).

 

Sostenuto dalla prospettiva di un ciclo di rialzi dei tassi Fed più aggressivo del previsto, il dollaro amplia il rialzo, avvicinandosi a un nuovo massimo di quasi due anni nei confronti di un paniere di divise e al picco di un mese sull'euro.

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