CAFFE’ ESPRESSO

18 marzo 2022 - La Russia evita il default.

Alcuni creditori hanno ricevuto il pagamento, in dollari, delle cedole dei bond russi consentendo a Mosca di evitare per il momento il temuto default. La prossima data da monitorare sarà il 4 aprile quando arriverà a scadenza un bond da 2 miliardi di dollari. Infine, S&P ha tagliato il rating russo a "CC" da "CCC-" citando le difficoltà nel pagamento del debito.

 

In controtendenza con i rialzi dei tassi varati nei giorni scorsi da Federal Reserve e Banca d'Inghilterra, e come ampiamente atteso, la Banca centrale giapponese ha mantenuto invariata la propria politica monetaria mettendo in guardia dalle ricadute della guerra in Ucraina sull'economia. "C'è grande incertezza sulle ricadute che gli sviluppi in Ucraina potrebbero avere sull'economia giapponese", si legge nella nota.

 

A sostenere i mercati globali la prospettiva che la Cina intervenga con nuovi sostegni all'economia e le speranze per un esito positivo dei colloqui di pace in Ucraina. Metabolizzato il rialzo dei Fed Fund e la prospettiva di vederli al 2% per fine anno. Tuttavia le turbolenze sui mercati innescate dal conflitto in Ucraina sono ancora ben presenti.

 

La sensazione è che da un momento all’altro il mercato possa cambiare umore con i book poco profondi significa automaticamente una forte volatilità. Sulle materie prime quanto è successo sul nichel o quanto sta succedendo su gas e petrolio è emblematico. I prezzi del Brent oscillano al di sopra e al di sotto della soglia psicologica dei 100 dollari al barile, dopo che la scorsa settimana sono balzati a 139 dollari, massimo dal 2008. Stamani i prezzi sono di nuovo in rialzo dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia (Iea) ha detto che i mercati potrebbero dover fare a meno di tre milioni di barili al giorno di greggio russo da aprile. In aggiunta, il premier britannico Boris Johnson non è riuscito a ottenere l'impegno a potenziare la produzione dall'Arabia saudita e dagli Emirati arabi uniti. A fornire un certo sostegno ai mercati anche l’intervento del presidente Fed che vede rischi molto limitati di recessione.

 

I tassi scendono dai massimi registrati nelle ultime sedute: la curva Usa è praticamente piatta tra il 3 e il 10 anni.

 

L’inflazione nell’eurozona in febbraio è allo 0,9% mese su mese e al 5,9% tendenziale appena sopra le previsioni che invece sono confermate dalla “core” a 2,7%. Buona parte dell'inflazione sottostante nella zona euro è dovuta agli alti prezzi energetici e probabilmente calerà nel corso del tempo, in linea con l'andamento dei prezzi del carburante. Lo ha detto il capo economista della Bce secondo cui un punto percentuale dell'inflazione dei beni potrebbe essere attribuibile a fattori temporanei. L'inflazione “core” è ora oltre il 2%, ma calerà a causa di questi effetti di stabilizzazione. Ha aggiunto che circa 80 punti base dell'inflazione sottostante sono dovuti esclusivamente allo shock dei prezzi energetici.

 

Acquisti sui Btp grazie anche alle parole della Lagarde secondo cui la Bce è in grado di sviluppare nuovi strumenti di politica monetaria per garantire che il mercato non si frammenti anche nel momento in cui vengono progressivamente rimosse le misure espansive. La presidente Lagarde ha cercato inoltre di rassicurare che non c'è fretta di alzare i tassi e che ogni mossa sarà graduale. Per il governatore di Bankitalia Visco sono  già obsolete le stime che la Bce ha diffuso la scorsa settimana.

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