Netto rialzo dei tassi europei ed Usa dopo la Bce e il dato sull’inflazione americana. Sostanziale nulla di fatto ad Antalya tra delegazione russa ed ucraina.
Riferimenti odierni sono 1,92% per il tasso del Btp decennale benchmark e 164 punti base per lo spread sul Bund a 10 anni. I mercati dovranno digerire l'approccio hawkish della Bce, che ieri ha innescato un'impennata dei rendimenti obbligazionari. Francoforte ha annunciato che il programma di acquisto bond si concluderà nel terzo trimestre e ha accelerato sul ritmo del tapering, con il marcato rialzo delle stime sull'inflazione che ha surclassato i timori per l'invasione russa dell'Ucraina. Secondo due fonti, pochi tra i membri del board si sono espressi a favore del mantenimento dell'App a tempo indeterminato.
I leader del blocco, riuniti da ieri a Versailles, sono determinati ad aumentare ancora la pressione su Russia e Bielorussia, secondo una bozza di dichiarazione in cui viene proposto tra l'altro di rafforzare i legami con l'Ucraina, mentre Bruxelles valuta la candidatura di Kiev a entrare nella Ue. I leader si preparano a ulteriori spese legate alla guerra, ma non menzioneranno nuove emissioni di debito congiunto.
I prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno registrato un ulteriore balzo al 7,9% su anno a febbraio spinti da affitti, alimentari e benzina, ma altri aumenti sono previsti nei mesi a venire con i costi di greggio e altre materie prime destinati a salire per via della guerra in Ucraina. Con l'inflazione ai massimi da 40 anni, a un livello quasi quattro volte l'obiettivo della Fed, gli economisti prevedono sette rialzi dei tassi di interesse quest'anno da parte della banca centrale Usa, che mercoledì prossimo dovrebbe dare il via al ciclo di aumenti.
In Germania a febbraio l'inflazione si è attestata a +5,5% su anno a livello armonizzato e +5,1% per l'indice nazionale secondo il dato finale, che conferma la lettura preliminare.