Con i governi dell'Eurozona che ricorrono sempre più al lancio di nuove emissioni sindacate, pressati dall'incremento delle esigenze di cassa legate all'emergenza Covid, Btp e bond periferici hanno visto ieri una seduta negativa.
In questo contesto, la Bce - che con le sue ultime mosse non ha fatto altro che ribadire il proprio mood aggressivo di fronte all'emergenza - non ha mancato però di ricordare ieri che se l'aumento della spesa europea è necessario in questo momento, esso deve rimanere un episodio isolato, dal momento che alcuni Paesi membri fanno già molta fatica a sostenere il debito. Si prevede che quello italiano si avvicinerà al 160% del Pil entro fine anno, mentre alcuni analisti già sollevano dubbi sulla sostenibilità di tale situazione nel lungo periodo.
Sul fronte Ue, prosegue a rilento e fra non pochi ostacoli il dibattito sul Recovery Fund da 750 mld di euro, in vista di negoziati che allo stato appaiono piuttosto difficili. I ministri delle finanze del blocco ne hanno discusso in un primo giro di ricognizione ieri.
I rendimenti dei Treasury Usa hanno beneficiato ieri della debolezza dell'equity, mentre il mercato aspetta oggi indicazioni dalla Fed, nel giorno in cui termina la consueta due-giorni del Fomc. Non si attendono variazioni sensibili di politica monetaria da parte della banca centrale Usa, ma cercheranno di avere input più precisi da Powell e i suoi riguardo ai possibili tempi della recessione in atto e soprattutto della ripresa.
La fiacchezza delle borse unita al rialzo dello yen suggeriscono che il mercato obbligazionario potrebbe ritracciare ulteriormente con il tasso del Treasury a 10 anni che potrebbe riportarsi sotto allo 0,75% soprattutto in caso di sorprese su forward guidance e controllo della curva da parte del Fomc questa sera. Da segnalare anche il riemergere di potenziali rischi per i mercati dalla corsa alla presidenza Usa, con Trump che negli ultimi sondaggi perde terreno a favore di Biden.