CAFFE’ ESPRESSO

25 maggio 2020 - Segni di inizio di guerra valutaria tra Usa e Cina.

Salgono le tensioni tra Usa e Cina: lo yuan si svaluta e la banca centrale cinese oggi ha fissato il midpoint dello yuan al livello più basso dalla crisi finanziaria globale del 2008, a 7,1209 per dollaro, dopo le perdite seguite venerdì alla proposta di una nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong. Il dollaro si mantiene tonico proprio in virtù delle tensioni. L’eurousd scende a 1,087 e tale discesa non è casuale in quanto tale area rappresenta un supporto. L’euro da parte sua non reagisce all’Ifo tedesco, appena comunicato, migliore delle attese. Il petrolio e le borse sono poco mossi con Londra e Wall street chiuse

Sarà presentata mercoledì la proposta di Bruxelles, dopo il piano franco-tedesco di sussidi per 500 miliardi di euro avversato da Olanda, Austria, Svezia e Danimarca. Commentando la contrarietà di questi Paesi, in un'intervista pubblicata sabato dal Corriere della Sera il sottosegretario all'Economia Paolo Baretta sottolinea che gli Stati contrari "rischiano di restare isolati... quelli che si reggono su regole fiscali molto favorevoli capiranno che conviene stare nel gioco europeo". Secondo la Repubblica il Fondo dovrebbe ammontare a 600-800 miliardi di euro, presi sui mercati con titoli comuni emessi dalla Commissione. Lars Feld, capo dei 'saggi' che consigliano il governo tedesco, in un'intervista pubblicata ieri dalla Repubblica dice che il Recovery Fund sarà pronto l'anno prossimo: ci sarà una quota di prestiti e il denaro non andrà alle casse dello Stato ma alle aree più colpite, e l'Italia dovrà ridurre il suo debito.

La Bce è pronta ad aumentare già da giugno gli acquisti Pepp e ad aggiustare tutti i suoi strumenti, secondo quanto emerso dai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria. La revisione della politica monetaria di Francoforte annunciata da Christine Lagarde resta decisamente una priorità anche se subirà inevitabilmente ritardi a causa del Covid-19, ha detto venerdì il capo economista Philip Lane, segnalando inoltre che l'inflazione bassa potrebbe diventare più persistente.

La crisi ha spinto Pechino a non fissare un obiettivo per la crescita quest'anno, mentre intensifica la spesa per fare fronte alle ricadute del Covid-19. E' la prima volta dal 2002 che la Cina non ha un target. Senza la pandemia, l'obiettivo sarebbe stato intorno al 6%.

USA

Mercati chiusi "Memorial Day".

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.