A dominare i mercati il nuovo calo dei prezzi del petrolio con il Brent arrivato al minimo dal 1999 dopo le massicce perdite dei giorni scorsi. Attorno alle 7,30 i derivati sul Brent cedono quasi 3 dollari a 16,40 dollari il barile, quelli sul greggio Usa perdono 69 cent a 10,88 dollari.
Se all'atteso vertice di domani non si giungerà a una soluzione definitiva gli Stati membri faranno comunque dei passi in avanti sulla questione del cosiddetto 'Recovery Fund'. La proposta di ieri del presidente del Consiglio Ue è che venga affidato alla Commissione l'incarico di presentare entro il 29 aprile una proposta sul Fondo nell'ambito del bilancio del blocco per il 2021-27. A seguire servirà il via libera di tutti gli Stati membri perché sia effettivo dal prossimo anno.
Quella di ieri è stata una nuova giornata di passione sui mercati obbligazionari italiani, soprattutto sulla parte lunga della curva con il tasso del 30ennale arrivato oltre il 3%, al termine della quale si è tornati ai livelli visti prima dell'intervento della Bce con il programma di acquisti per contrastare il coronavirus. Riferimenti per l'apertura odierna i 266 punti base per il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale e il 2,17% per il Btp a 10 anni. A pesare sui governativi italiani, ancora una volta più colpiti rispetto al resto della zona euro, anche l'offerta del dual tranche -- nuovo Btp a 5 anni e riapertura del 30 anni -- per il quale il Tesoro ha attratto ordini superiori ai 110 miliardi di euro.
Di ieri il via libera del Senato Usa per il pacchetto di aiuti da 484 miliardi di dollari a sostegno dell'economia e degli ospedali colpiti dal coronavirus. Ora il provvedimento passa alla Camera dei rappresentanti per il passaggio finale atteso questa settimana. Previsto invece domani il voto della Casa Bianca su quello che rappresenta il quarto provvedimento in risposta alla pandemia. Messe assieme, le quattro misure ammontano a 3.000 miliardi di dollari in aiuti per far fronte a una epidemia che finora ha provocato la morte di 43.000 americani.
Sono presenti una serie di circostanze non propriamente tranquillizzanti sui mercati. Il calo del prezzo del petrolio e il mal funzionamento del mercato potrebbero condurre ad un contagio sulle borse. Sul mercato interbancario permane ed anzi si aggrava leggermente la tensione visto che lo spread Euribor – Ois si allarga e i Future Euribor sono meno ottimistici sui tempi di rientro. La stessa situazione – anche più evidente – è presente sull’interbancario americano. Giovedì c’è molta attesa per il Consiglio Ue ma sono presenti rumors di possibile rinvio di decisioni importanti. In questa situazione tornano gli acquisti sui Bund che vedono rendimenti in calo (10 anni -0,50%) e le vendite sui Btp che venerdì dovranno affrontare il giudizio di S&P (spread a 250 bps e rendimento del 10 anni sopra il 2%. Il giudizio di S&P sui conti italiani parte da un BBB con Outlook negativo. I conti sono già deteriorati e di per sé porterebbero ad un downgrade. Tuttavia S&P giudicherà anche l’attuale contesto che potrebbe essere di recessione transitoria ed in ogni caso valuterà la rete di protezione che Europa e la Bce in particolare hanno attivato per evitare il collasso. Anche se esiste, guardando i numeri senza contestualizzarli alla crisi globale in corso, il presupposto per un downgrade (tale presupposto esiste per quasi tutti i Paesi) a titoli spazzatura, questo non porterà all’Italia problemi di accesso alle operazioni Bce avendo recentemente quest’ultima abbassato i requisiti. E c’è da chiedersi a che punto si sarebbe di spread senza la protezione Bce che tra l’altro ieri ha deciso che concederà alle banche il tempo per tornare ai normali livelli di capitale e liquidità una volta che la crisi provocata dal coronavirus sarà conclusa. Francoforte ha reso noto di avere venduto la settimana scorsa titoli pubblici nell'ambito del programma Qe per 2,155 miliardi di euro contro acquisti per quasi 14 miliardi la settimana precedente, mentre il portafoglio Bce dei titoli sottoscritti -- per lo più da Banca d'Italia -- al 17 aprile per il nuovo programma Pepp è salito di una ventina di miliardi, a 70,674 miliardi. Unica nota positiva di questa giornata è l’indice Zew tedesco salito inaspettatamente.