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Mercati condizionati dai dati occupazionali Usa e dal voto europeo
Il taglio della Bce ha invece modesto impatto sui tassi
A maggio inflazione dell’eurozona sopra le attese
Sostanziale stabilità sul fronte dei tassi di interesse a breve e medio termine e rialzo di circa 5 centesimi sul lungo
Tassi in rialzo dopo i dati sulle prospettive economiche
In eurozona segnali contrastanti in chiave di politica monetaria dai salari e dagli indici direttori acquisti appena pubblicati
I dati occupazionali Usa modificano le attese sui tagli Fed
I dati hanno condotto a un rientro dei rendimenti e dei tassi americani, che hanno parzialmente coinvolto quelli europei
Tassi a breve stabili, in rialzo quelli a lungo
La lettura dei dati suggerisce che negli Usa l’inflazione è più lenta nel rientrare mentre in eurozona la discesa dei prezzi è più convincente
Maggiore attenzione al rischio e tassi europei che si adeguano a quelli Usa
Bce e Fed però potrebbero muoversi indipendentemente, con Francoforte che taglierà a giugno e la Fed dopo
Bassa percezione del rischio nel primo trimestre
Si è assistito a un brusco calo dei depositi a vista con flussi significativi anche sui mercati azionari oltre che su obbligazioni
Cause del rialzo dei tassi di origine Usa
Inflazione e prezzi alla produzione statunitensi superiori alle attese; trainati i tassi europei che si son portati su livelli poco coerenti con le previsioni Bce
Dinamica salariale al centro delle decisioni sui tassi
Dalla Bce cauto ottimismo che gli aumenti dei salari non vengano ribaltati sui prezzi
Si allontana a giugno il primo taglio Bce
In rialzo i rendimenti e i tassi interbancari; si riduce il calo atteso dell’Euribor per il 2024