CAFFE’ ESPRESSO

28 luglio 2015 - E’ possibile che un inizio di fase di rialzi della Fed verso la normalizzazione sia causa di turbolenze?

E’ possibile che un inizio di fase di rialzi della Fed verso la normalizzazione sia causa di turbolenze? La politica monetaria Fed rimarrà espansiva ancora a lungo termine e per anni forse non vedremo mai una politica restrittiva nel senso classico del termine (tassi reali minori del Prodotto interno lordo). Se gli Usa vanno bene è un bene per tutto il mondo compresi gli emergenti: quei paesi come il Brasile che si sono legati alla Cina soffriranno, mentre quelli legati agli Usa godranno (Mexico). Quelli che erano tentati di legarsi alla Cina (Russia) rivedranno le loro strategie. E’ in corso una fase importante di riequilibrio planetario, una lotta importante tra il blocco del sud est asiatico (Cina in primis) e il blocco Usa – Ue che avrà necessità della firma dello TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) per diventare il nuovo fulcro dell’economia globale. Ecco perché lo stratega Obama tiene così tanto alla firma dei patti: ricordiamo che l’uscita della Grecia avrebbero potuto impedire la sigla dei patti stessi (Trattato di Lisbona docet).
Il Giappone sornione ha approfittato della crescita cinese con uno Yen che tra l’altro in tre anni si è svalutato del 40% contro Yuan mentre il Dollaro nello stesso periodo del 2%. Probabilmente il Sol levante, anche per un fattore culturale, tornerà a spostare i suoi interessi a est della linea del cambiamento di data. La sua divisa inizierà una lenta fase di svalutazione sul Dollaro portando ad un riequilibrio valutario che la vedrà al centro dei giochi.
Uno dei successi degli Usa è stata la politica di rilocalizzazione delle aziende: questa politica incentivante dovrà essere seguita dall’Ue per evitare la cronicità di un insostenibile alto tasso di disoccupazione che tra l’altro è strettamente legato all’altro principale problema dell’Europa (e non solo) e cioè l’invecchiamento della popolazione. Interessante notare che oltre ai soliti problemi che l’invecchiamento della popolazione porta dietro di se’, c’è un problema di prezzi degli asset: quelli più conservativi saranno i più gettonati e quindi i tassi tenderanno a comprimere/impedire rialzi consistenti dei tassi, mentre quelli a più alto impatto sullo sviluppo economico, come le azioni, saranno leggermente trascurati.

Prendono via questa mattina le aste di fine mese in forma 'alleggerita': a disposizione degli investitori sono infatti soltanto 500-750 milioni di euro nella ventiseiesima tranche del Btp indicizzato all'inflazione europea a scadenza 15 settembre 2026. L'appuntamento di domani è invece con 6,5 miliardi di Bot semestrali, mentre ieri sera a mercato chiuso Via XX Settembre ha indicato che il collocamento a medio-lungo di giovedì avrà per oggetto complessivi 4,75-6,25 miliardi in Btp a cinque e dieci anni, in entrambi i casi una riapertura, oltre alla nona tranche del Ccteu giugno 2022.

Saldo lo yen negli scambi asiatici, non lontano dal massimo delle due settimane contro il dollaro toccato ieri, con gli investitori che, scottati dal calo delle borse asiatiche della seduta precedente, rimangono cauti premiando la valuta rifugio. L'attenzione dei mercati si concentra sul meeting della Fed, che termina domani e che potrebbe fornire qualche indizio sulla tempistica di una stretta monetaria.

DATI MACROECONOMICI

GRAN BRETAGNA
Stima Pil 2° trimestre
USA
Indice prezzi case CaseShiller maggio
Stima flash Pmi servizi luglio
Fiducia consumatori luglio

ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Tesoro offre 500-750 milioni ventiseiesima tranche Btpei scadenza 15/9/2026.

USA
Tesoro offre 26 miliardi dollari titoli Stato due anni, scadenza 31/7/2017.

BANCHE CENTRALI
USA
Washington, inizia riunione Fomc; termina il 29 luglio.

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