Il sell-off sui titoli di Stato della zona euro è ripreso ieri, spingendo i rendimenti a massimi pluriennali, sulla scia di una nuova impennata dei prezzi del petrolio. Dati economici favorevoli rafforzano le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria Bce.
Il rendimento del decennale tedesco si è spinto ieri a 3,58%, massimo da oltre 17 anni, mentre quello del trentennale Usa ha toccato 5,45%, record dal 2004.
I prezzi del petrolio arretrano leggermente dopo una settimana di forte volatilità, in cui il mercato resta diviso tra la prospettiva di una tregua tra Usa e Iran e i nuovi attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Il futures sul Brent viaggia in calo a 105,33 dollari il barile. La flessione segue il rally di ieri, quando entrambi i benchmark hanno guadagnato fino a 5%. Nonostante il recupero delle ultime sedute, il WTI resta in calo di oltre il 6% nella settimana, mentre il Brent segna un rialzo di circa il 2%.
Complici recenti dati positivi - la fiducia delle imprese tedesche è migliorata più del previsto e i Pmi diffusi mercoledì evidenziano la resilienza dell'economia - i mercati prezzano 35 punti base di inasprimento per fine anno, implicando un altro rialzo da un quarto di punto percentuale e il 40% di possibilità di un'ulteriore mossa.
Per il dollaro si profila la seconda settimana consecutiva di rialzo, movimento legato a quello dei rendimenti dei Treasuries e legato alle aspettative sui tassi. Euro e sterlina viaggiano nei confronti del dollaro sui minimi rispettivamente da due e tre mesi. Stabile sui minimi delle ultime tre settimane lo yen nei confronti del dollaro, sempre sensibile alle aspettative di possibili interventi.
CAFFE’ ESPRESSO
25 settembre 2026 - Dopo il sell off di ieri, lieve rientro dei tassi.
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