Prezzi del petrolio in rialzo sulla scia dell'acuirsi delle minacce Usa all'Iran e dell'imminente scadenza dell'accordo per il cessate il fuoco. Borse europee miste.
Cresce la preoccupazione per le ricadute della guerra in Iran sull'economia globale. Alcuni membri FED considerano l'inflazione un problema di gran lunga maggiore rispetto all'occupazione, esprimendo il loro sostegno a una politica monetaria più restrittiva piuttosto che più accomodante. Un consigliere Bce ha detto che l'istituto centrale europeo deve essere pronto ad alzare i tassi rapidamente qualora emergano persistenti segnali di pressioni sui prezzi.
Il CEO di Jp Morgan ha avvertito che la guerra rischia di provocare shock sui prezzi del petrolio e delle materie prime, che potrebbero mantenere l'inflazione elevata a lungo e spingere i tassi su livelli più alti di quanto il mercato si aspetti attualmente.
La Banca del Giappone ha spiegato che il forte aumento dei costi del petrolio e le interruzioni delle forniture potrebbero danneggiare l'economia, segnalando prudenza riguardo ai rischi al ribasso per la crescita che potrebbero indurla a procedere con cautela verso un aumento dei tassi.
Anche dal Fmi è giunto un monito: il conflitto porterà un aumento dell'inflazione e un rallentamento della crescita globale. Il Fmi renderà note le proprie previsioni la prossima settimana.
Dollaro poco lontano dai massimi.
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