In un clima di fondo quanto mai avverso al rischio, di cui certamente il secondario italiano beneficia molto relativamente, confronto per l'apertura sono 71 punti base per lo scarto tra tassi Btp e Bund sul tratto 2036 e 3,57% per il rendimento del decennale italiano, con un balzo di 14 pb rispetto a mercoledì sera.
Come ogni primo venerdì del mese l'appuntamento principale sul fronte macro è l'aggiornamento sulla dinamica del mercato del lavoro Usa, tra i principali indicatori cui Federal Reserve guarda per aggiustare il costo del denaro. Le statistiche di ieri sulle richieste di sussidi di disoccupazione hanno segnalato una lettura invariata rispetto alla settimana precedente, lievemente migliore del consensus, e decisamente meglio del previsto sono andati gli occupati del settore privato rilevati da Adp mercoledì. Di ieri anche l'indagine Challenger sui licenziamenti, che ne ha indicato una flessione a 48.307 nel mese di febbraio rispetto al picco record di gennaio.
Per il dollaro, premiato dagli acquisti rifugio legati all'escalation del conflitto mediorientale, si prospetta la migliore performance settimanale da un anno a questa parte. Restano indietro euro e yen, molto più sensibili al rincaro del greggio.
Correggono dai massimi e indietreggiano oggi i contratti derivati sul petrolio, avviati comunque alla migliore performance settimanale da febbraio 2022, ai tempi dell'invasione russa dell'Ucraina.