Dollaro sui minimi da quattro anni, penalizzato dai commenti di Trump e in vista del verdetto sui tassi Usa. Recuperano terreno nei confronti del biglietto verde lo yen, l'euro e la sterlina. I timori di intervento da parte della autorità sul mercato favoriscono in particolare la divisa giapponese.
In serata il verdetto della Banca centrale statunitense che dovrebbe lasciare invariati i tassi nel range 3,50%-3,75%. I mercati - che condividono queste attese - si concentrano soprattutto sugli sviluppi legati all'indipendenza dell'istituto e al successore di Jerome Powell che potrebbe essere annunciato già nei prossimi giorni.
Sulla necessità che l'unione monetaria elabori un sistema di pagamento pienamente autonomo si è soffermato il consigliere esecutivo Bce Piero Cipollone, spiegando che la "militarizzazione" degli strumenti economici e tecnologici impone un'infrastruttura basata su tecnologia europea, come l'euro digitale. In Europa non esiste infatti ancora alcun operatore in grado di competere con Visa e Mastercard.
In occasione dell'ultima riunione sui tassi, il mese scorso, alcuni consiglieri dell'istituto centrale nipponico hanno espresso preoccupazioni per l'eccessiva debolezza dello yen, che potrebbe avere effetti negativi sull'inflazione di fondo. Lo si legge nei verbali della riunione del 18-19 dicembre al termine della quale l'istituto centrale ha alzato i tassi portandoli a 0,75%, massimo da 30 anni.