CAFFE’ ESPRESSO

31 ottobre 2025 - La crescita eurozona appare convincente.

Se i toni di Powell sono stati letti in senso hawkish dal mercato - che ridimensionato le attese di un nuovo taglio a dicembre - quelli di Lagarde sono apparsi piuttosto cauti, dopo che ieri la Bce ha, come da attese, mantenuto invariata la propria politica per la terza volta di fila.

La banchiera centrale non ha fornito alcun indizio sulle mosse future del suo istituto, con l'Eurozona che gode di un raro periodo di bassa inflazione - l'indice dei prezzi è sul target - e crescita costante, anche di fronte alle turbolenze commerciali. A questo proposito, ha osservato, l'ultimo annuncio degli Stati Uniti di una riduzione dei dazi sulla Cina ha ridotto alcuni rischi al ribasso per l'economia globale, sebbene persistano importanti aree di incertezza.

Tali dichiarazioni hanno spinto gli operatori a scommettere che Francoforte terrà probabilmente i tassi di interesse fermi, piuttosto che tagliarli ulteriormente in questo ciclo: sono appena 10 i punti base di allentamento stimati da qui alla metà del 2026, il che implica una possibilità del 40% circa di un'altra riduzione di un quarto di punto, in calo rispetto al 50% scontato lunedì.

Secondo alcune fonti, i policymaker si stanno preparando ad una sorta di resa dei conti al loro prossimo incontro di dicembre, quando saranno diffuse le nuove proiezioni triennali. I banchieri sono generalmente ottimisti sulla crescita, ma le loro opinioni divergono per quanto riguarda l'inflazione, che la banca centrale prevede scenderà al di sotto dell'obiettivo del 2% il prossimo anno prima di riprendersi alla fine del 2027.

 

Dopo che i dati Eurostat diffusi ieri hanno evidenziato la resilienza dell'economia del blocco nel terzo trimestre - nonostante la stagnazione di Germania e Italia -, l'attenzione sarà oggi ai numeri preliminari sull'inflazione di ottobre. Il consensus converge su un rallentamento per il tendenziale core al 2,3% dal 2,4% di settembre.

Arriverà in serata l'aggiornamento sul rating della Repubblica da parte di Scope, la cui valutazione attualmente è BBB+ con outlook stabile. Il verdetto dell'agenzia tedesca fa seguito alle promozioni giunte recentemente da Fitch e Dbrs, e alla conferma di S&P. A chiudere la tornata di pronunciamenti su Roma sarà Moodys, che si esprimerà il 21 novembre.

 

L'attività manifatturiera cinese si è ridotta per il settimo mese a ottobre, trascinata dal calo dei nuovi ordini dall'estero, mentre la spinta derivante da mesi di anticipazione degli acquisti per contrastare le minacce trumpiane si è esaurita. L'indice ufficiale dei responsabili degli acquisti è sceso a quota 49,0 da 49,8 a settembre, minimo degli ultimi sei mesi rimanendo al di sotto della soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione e mancando le previsioni a 49,6.

 

L'inflazione di fondo a Tokyo ha registrato un'accelerazione a ottobre - 2,8% su anno da 2,5% il mese prima e contro attese a 2,6% - mantenendosi al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale, come hanno mostrato dati pubblicati stanotte, mantenendo vive le aspettative del mercato per un aumento dei tassi di interesse a breve termine.

A dimostrazione del fatto che le aziende nipponiche stanno per ora sopportando l'impatto dei dazi, statistiche separate hanno mostrato che la produzione industriale è aumentata del 2,2% su mese a settembre, superando le previsioni che puntavano a +1,6%. Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 2,6%.

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