TASSO FISSO O VARIABILE: ANALISI DI CONVENIENZA SU DUE CASI CONCRETI.

Analizziamo due casi abbastanza ricorrenti nell’operatività delle aziende e delle famiglie: un leasing strumentale a 5 anni e un mutuo ventennale per l’acquisto della casa. Valutiamo le condizioni riscontrabili ad inizio maggio (ipotizzando un livello di spread che può differire nella pratica specifica ma che non modifica l’efficacia del confronto tasso fisso o variabile) confrontiamo le alternative e analizziamo i risultati.

Ipotesi leasing 5 anni (esempio):

-         Netto finanziato (valore del bene al netto 1° canone): € 500.000

-         N° canoni mensili: 59

-         Riscatto: 1%

-         Tasso variabile: Euribor 3 mesi (1,42%) + spread 2,50% = 3,92%

-         Tasso fisso: IRS 5 anni (3,04%) + spread 2,50% = 5,53%

-         Canone variabile: € 9.255

-         Canone a tasso fisso: € 9.627

Le due alternative troveranno un punto di pareggio in presenza di una determinata evoluzione dell’Euribor a 3 mesi. Di seguito si riportano le aspettative del mercato sull’andamento dell’Euribor (calcolate con la formula dei tassi impliciti – ovvero tassi Future) e il confronto con quello che risulta il punto di pareggio (break even) tra le due alternative. Per break even, si intende il tasso Euribor che in ogni momento come evidenziato nella scaletta sottostante rende le due alternative variabile/fisso equivalenti, considerando la riduzione progressiva del debito residuo in linea capitale, nell’ambito del piano di ammortamento dell’operazione in esame. Per semplicità riportiamo l’evoluzione con cadenza trimestrale per il primo anno e successivamente con cadenza annuale.



Euribor 3 mesi

atteso dal mercato (Future)

Euribor 3 mesi

di break even

5 mag 2011

1,42%

1,42%

5 ago 2011

1,76%

2,30%

5 nov 2011

1,97%

2,50%

5 feb 2012

2,19%

2,73%

5 feb 2013

2,78%

3,32%

5 feb 2014

3,21%

3,75%

5 feb 2015

3,52%

4,06%

5 feb 2016

3,72%

4,26%

Si premette che sulla base dei tassi attesi dal mercato, il tasso fisso è sempre perdente rispetto al variabile, per due ragioni tecniche: disomogeneità tasso IRS di periodo, nella fattispecie 5 anni, con l’operazione di leasing che è ad “ammortamento”; disomogeneità di confronto tra tasso IRS standard (annuale 360/360 contro Euribor 6 mesi) e media dei tassi tassi Future Euribor 3 mesi.

Premesso quanto sopra, si può calcolare la scaletta dei tassi Euribor di break even sulla cui base il ricalcalo del piano a tasso variabile genera un costo equivalente al piano a tasso fisso. La scaletta nella fattispecie in questione è quella sopra evidenziata.

L’azienda pensa o teme  che l’Euribor possa salire al di sopra della suddetta scaletta di break even? Allora decide per il tasso fisso. Diversamente sceglie il variabile.

Dovessimo scegliere noi: opteremmo allo stato attuale per il tasso variabile, in quanto i tassi di break even ci paiono pessimistici.

Ipotesi mutuo casa 20 anni (esempio):

-         Importo mutuo: € 250.000

-         N° canoni mensili: 240

-         Tasso variabile: Euribor 3 mesi (1,42%) + spread 1,25% = 2,67%

-         Tasso fisso: IRS 20 anni (3,95%) + spread 1,25% = 5,20%

-         Canone variabile: € 1.346

-         Canone a tasso fisso: € 1.677

Le due alternative troveranno un punto di pareggio in presenza di una determinata evoluzione dell’Euribor a 3 mesi. Di seguito si riportano le aspettative del mercato sull’andamento dell’Euribor (calcolate con la formula dei tassi impliciti – ovvero tassi Future) e il confronto con quello che risulta il punto di pareggio (break even) tra le due alternative. Per break even, si intende il tasso Euribor che in ogni momento come evidenziato nella scaletta sottostante rende le due alternative variabile/fisso equivalenti, considerando la riduzione progressiva del debito residuo in linea capitale, nell’ambito del piano di ammortamento dell’operazione in esame. Per semplicità riportiamo l’evoluzione con cadenza trimestrale per il primo anno e successivamente con cadenza annuale.



Tassi attesi dal mercato (Future)

Break even

5 mag 2011

1,42%

1,42%

5 ago 2011

1,76%

2,48%

5 nov 2011

1,97%

2,68%

5 feb 2012

2,19%

2,90%

5 feb 2013

2,78%

3,49%

5 feb 2014

3,21%

3,93%

5 feb 2015

3,52%

4,23%

5 feb 2016

3,72%

4,43%

5 feb 2017

3,88%

4,60%

5 feb 2018

4,00%

4,71%

5 feb 2019

4,10%

4,82%

5 feb 2020

4,22%

4,93%

5 feb 2021

4,35%

5,07%

5 feb 2022

4,52%

5,23%

5 feb 2023

4,52%

5,23%

5 feb 2024

4,64%

5,35%

5 feb 2025

4,64%

5,35%

5 feb 2026

4,40%

5,11%

5 feb 2027

4,32%

5,03%

5 feb 2028

4,26%

4,97%

5 feb 2029

4,18%

4,89%

5 feb 2030

4,07%

4,79%

5 feb 2031

3,95%

4,66%


Si premette che sulla base dei tassi attesi dal mercato, il tasso fisso è sempre perdente rispetto al variabile, per due ragioni tecniche: disomogeneità tasso IRS di periodo, nella fattispecie 20 anni, con l’operazione di mutuo che è ad “ammortamento”; disomogeneità di confronto tra tasso IRS standard (annuale 360/360 contro Euribor 6 mesi) e media dei tassi tassi Future Euribor 3 mesi.

Premesso quanto sopra, si può calcolare la scaletta dei tassi Euribor di break even sulla cui base il ricalcalo del piano a tasso variabile genera un costo equivalente al piano a tasso fisso. La scaletta nella fattispecie in questione è quella sopra evidenziata.

Il mutuatario pensa o teme  che l’Euribor possa salire al di sopra della suddetta scaletta di break even? Allora decide per il tasso fisso. Diversamente sceglie il variabile. Personalmente riteniamo pessimistica la scaletta di break even e quindi opteremmo per il tasso variabile: segnaliamo che dall’introduzione dell’Euro, l’Euribor a 3 mesi è stato superiore al 4,50% per 12 mesi tra giugno 2000 e maggio 2001; per 4 mesi tra agosto e dicembre 2007; per 7 mesi tra marzo e ottobre 2008. Complessivamente è stato oltre il 4,50% per 23 mesi circa. La scaletta di break even indica un Euribor superiore al 4,50% per 15 anni.

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