Riflettori nella prima mattinata sulla partecipazione della presidente della Bce Christine Lagarde a un panel a Parigi in un mercato che pondera i toni decisamente hawkish di Francoforte e vede tassi terminali poco sotto al 4% entro fine anno.
Ad alimentare i timori di rialzi dei tassi è intervenuta ieri la mossa a sorpresa di Bank of England, che ha aumentato di mezzo punto percentuale, anziché dei previsti 25 punti base, portando il tasso principale al 5%, per cercare di combattere un'inflazione particolarmente persistente.
Anche la banca nazionale svizzera e quella norvegese hanno annunciato una nuova stretta, rispettivamente di 25 e 50 punti base all'1,75% e al 3,75%, promettendo che altre ne seguiranno.
Al tempo stesso, la svolta hawkish della Fed non sembra avere convinto gli investitori: nonostante Jerome Powell davanti al Congresso abbia ribadito che è "ancora lunga" la strada da fare per riportare l'inflazione al 2%, i mercati scommettono che dopo un altro rialzo quest'anno la banca centrale Usa inizierà a tagliare i tassi il prossimo gennaio.
Il banchiere ha precisato, tuttavia, che l`istituto incrementerà i tassi ad un "ritmo prudente" da qui in poi, mentre le banche centrali globali si avvicinano al punto di arresto del loro storico ciclo di inasprimento.
Driver della seduta sul fronte dei dati saranno i sondaggi tra i responsabili acquisti delle aziende relativi a giugno.
In Germania, prima economia del blocco, le attese sono per una leggera attenuazione della contrazione nel settore manifatturiero e per un rallentamento del ritmo di crescita nei servizi, rispettivamente a 43,5 e 56,2.
Guardando alla zona euro nel suo insieme, il consensus è per un livello invariato a 44,8 nella manifattura e per una decelerazione a 54,5 per l'attività dei servizi.
Ieri, un segnale positivo è arrivato dalla fiducia dei consumatori nella zona euro, che questo mese ha fatto meglio delle attese salendo a -16,1 dal -17,4 di maggio.
Nonostante il surriscaldamento persistente dei prezzi e il conseguente aumento dei tassi, la fiducia dei consumatori britannici ha registrato questo mese il quinto incremento consecutivo portandosi ai massimi da gennaio 2022.
Anche i numeri sulle vendite al dettaglio di maggio, resi noti questa mattina, si sono mostrati oltre le attese.
L'inflazione nipponica ha superato le previsioni a maggio e l'indice che esclude il costo del carburante è aumentato al ritmo annuale più veloce degli ultimi 42 anni, evidenziando una pressione sui prezzi sempre più ampia che metterà la banca centrale sotto pressione per ridurre gradualmente il suo massiccio stimolo.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 3,2% annuo, rallentando rispetto al 3,4% di aprile ma superando le previsioni del mercato per un progresso del 3,1%. La componente core è rimasta al di sopra dell'obiettivo del 2% della banca centrale per 14 mesi consecutivi.
Il Nikkei di Tokyo perde l’1,9%: -3% la settimana. Stanotte all’1.30 il Ministero degli Interni e delle Comunicazioni ha pubblicato il dato sull’inflazione giapponese: i prezzi al consumo sono saliti del +3,2% anno su anno in maggio, in rallentamento dal +3,5% di aprile ed in linea con le aspettative del consensus. Cresce l’inflazione core, +4,3% il mese scorso, dal +4,1% di aprile: gli economisti si aspettavano +4,2%.