CAFFE’ ESPRESSO

28 ottobre 2022 - Rally dell'obbligazionario dopo la Bce.

Nonostante l'attesa stretta da 75 punti base, che ha portato il tasso sui depositi al massimo dal 2009, la banca centrale ha sottolineato che progressi "sostanziali" sono già stati fatti nella lotta contro l'inflazione, mentre ha rimandato a dicembre una discussione dettagliata sul QT.

Il fatto che il board di ieri non abbia affrontato lo spinoso tema del tightening è stato interpretato in chiave accomodante da diversi analisti.

Altri segnalano come le modifiche annunciate in materia di Tltro mirino, inoltre, a contenere sintomi di instabilità finanziaria. Queste operazioni sono state, infatti, ricalibrate per garantire che ci sia coerenza con il più ampio processo di normalizzazione della politica e per rafforzare la corretta trasmissione degli aumenti dei tassi alle condizioni di prestito delle banche.

In conferenza stampa la presidente Christine Lagarde ha prospettato ulteriori rialzi, ma non ha fornito indicazioni su ritmo e livelli. La Banca ha però eliso nel comunicato l'aggettivo "numerosi", un altro elemento che è stato letto dai trader in senso distensivo, con la fine del percorso di irrigidimento, iniziato a luglio scorso, che potrebbe essere più vicina.

Su questo, come su altri punti, il consiglio appare però spaccato. Secondo quattro diverse fonti, alcuni membri dell'ala hawkish hanno osservato che il cambiamento della guidance non è stato discusso e che la variazione nel comunicato non è particolarmente rilevante. Alcune colombe, invece, hanno rivendicato questa come una loro vittoria, affermando che apre la strada per mettere fine all'inasprimento forse già a dicembre, al più tardi a marzo.

 

 

 

Tra i principali driver della giornata, anche i dati sui prezzi al consumo in arrivo da diversi Paesi della zona euro.

Dopo le statistiche deboli sulla fiducia di imprese e consumatori ad ottobre, alle 11 Istat comunicherà i numeri sull'inflazione italiana nello stesso mese che gli analisti ipotizzano in ulteriore surriscaldamento al 9,9% annuo a livello armonizzato dal precedente 9,4%.

Nel primo pomeriggio gli omologhi numeri tedeschi, con un +10,9% tendenziale nelle previsioni degli economisti. In arrivo da Berlino anche la stima sul Pil del terzo trimestre, visto in contrazione congiunturale dello 0,2%.

Riflettori sull'inflazione anche negli Usa, più precisamente sull'indice Core Pce dei prezzi per la spesa per consumi personali di settembre, attentamente monitorato dalla Federal Reserve che si riunisce la prossima settimana e che, nelle previsioni, potrebbe mostrare un approccio meno aggressivo nel meeting di dicembre.

 

Stando a quanto reso noto ieri dal dipartimento del Commercio Usa, la crescita statunitense è rimbalzata nel terzo trimestre ma la spesa dei consumatori ha rallentato contestualmente e le pressioni sui prezzi, come dimostra il calo del deflatore sul Pil, si sono ridimensionate rispetto al trimestre precedente.

Il mercato sconta comunque un nuovo incremento dei tassi da 75 punti base dal Fomc del 1-2 novembre, ma i futures sui Fed Funds indicano un +50 per dicembre, mentre aumentano le scommesse su un'inversione di tendenza nella seconda parte del 2023.

 

Resta ancora fuori dal coro la Banca del Giappone che ha confermato oggi la sua politica ultra-accomodante per spingere la ripresa, pur riconoscendo che le pressioni inflazionistiche stanno crescendo.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.