Si conclude oggi il vertice dei ministri delle Finanze del G7. Il gruppo ha acconsentito a fornire a Kiev risorse finanziarie per 18,4 miliardi di dollari. Dal vertice anche l'impegno a mantenere i mercati aperti a fronte della decisione di alcuni Paesi di imporre controlli sulle esportazioni di materie prime agricole e il monito del Giappone sul rispetto dell'accordo sul tasso di cambio. Nel contesto di grande incertezza legato al conflitto in Ucraina, la Commissione Ue lunedì proporrà probabilmente di mantenere la sospensione delle regole di bilancio anche nel 2023.
Nel secondo intervento del genere da inizio anno la Cina ha tagliato - più del previsto - il tasso di riferimento per i mutui nel tentativo di sostenere il settore immobiliare e, più in generale, l'economia. Pechino ha tagliato il tasso Lpr a 5 anni di 15 punti base portandolo a 4,45%, nella maggior riduzione dal 2019 e oltre il consensus Reuters. Invariato invece l'analogo tasso a un anno, a 3,70%.
Dai verbali dell'ultimo meeting Bce, diffusi ieri, è emerso che i membri del board hanno espresso preoccupazione per l'aumento dell'inflazione e sottolineato la necessità di proseguire nel processo di normalizzazione della politica monetaria.
Dollaro verso la prima settimana di perdite su sette sulla scia del calo dei rendimenti dei Treasuries.
Prezzi del petrolio in calo sui timori degli investitori per le ricadute di un rallentamento della crescita mondiale sulla domanda di petrolio.
Dopo il crollo dell’Empire manifacturing index ieri l'indice di fiducia elaborato dalla Fed di Philadelphia è crollato a 2,6 punti da 17,6 di aprile, molto peggio delle stime collocate a 15 punti. Si intensificano gli acquisti difensivi sui bond mentre la Federal Reserve tira dritto sulla stretta monetaria, all'apparenza non troppo interessata di quel che succede a Wall Street. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, starebbe chiedendo in modo sempre più insistente a Biden di prendere qualche iniziativa deflazionistica. La ex presidentessa della Fed sarebbe a favore di un alleggerimento dei dazi sui prodotti cinesi, almeno su quelli non particolarmente strategici. L'altro modo sarebbe trovare rapidamente un accordo sul nucleare iraniano per aumentare sensibilmente l'offerta e calmierare le quotazioni del petrolio. Gas naturale USA -3%, gas naturale europeo -4% a 90 euro, sui minimi da fine febbraio. La dipendenza europea da gas russo si è ridotta da 40% a 26%.