CAFFE’ ESPRESSO

16 dicembre 2021 - Tranquillizzanti le previsioni macro della Fed ...

Tranquillizzanti le nuove previsioni della Fed su Pil, inflazione, disoccupazione e Fed Fund; i mercati sembrano apprezzare.

https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/files/fomcprojtabl20211215.pdf

 

La Fed, segnalando che il suo obiettivo di inflazione è stato raggiunto, ha detto che terminerà gli acquisti anti-pandemici di obbligazioni già in marzo e ha aperto la strada a tre aumenti dei tassi di un quarto di punto percentuale entro la fine del 2022.

 

Nelle nuove proiezioni economiche rilasciate ieri sera dopo la due giorni del Fomc, la banca centrale stima che l'inflazione correrà al 2,6% il prossimo anno, rispetto al 2,2% previsto a settembre, mentre il tasso di disoccupazione scenderà al 3,5%, in un mercato vicino alla piena occupazione. Annunciando il raddoppiamento del ritmo del tapering, la Fed ha di fatto velocizzato la tempistica dell'irrigidimento monetario, con l'intento di combattere l'inflazione ma collegandola alle condizioni del lavoro. Guardando ai "dot plot", la mediana delle previsioni vede il tasso di interesse chiave overnight aumentare dal suo attuale livello vicino allo zero allo 0,90% entro la fine del prossimo anno, per proseguire con un ciclo di strette che lo porterebbe a salire all'1,6% nel 2023 e al 2,1% nel 2024. I futures sui Fed Funds prezzano pienamente un primo incremento dei saggi di 25 punti base a maggio 2022.

 

Di tutt'altro tenore si prospetta la riunione di politica monetaria a Francoforte, dove stamani ci si concentrerà su una ricalibratura dell'App dopo la conclusione - ormai quasi scontata - del programma emergenziale di acquisti Pepp a marzo. Dal meeting - come segnalato recentemente anche dalla presidente Christine Lagarde - non dovrebbero arrivare impegni a lungo termine. Diversamente dalla Fed, la Bce, secondo gli analisti, potrebbe continuare ad attenersi alla narrativa dell'alta inflazione "temporanea". Anche in quest'ottica saranno di grande interesse le proiezioni macroeconomiche dello staff, mentre le attese di rialzo dei tassi nel blocco scavallano il prossimo anno per spingersi al 2023.

 

 

Nell'altro appuntamento clou della giornata, il meeting di Bank of England, gli investitori sono tornati a scommettere su un possibile rialzo dei tassi dopo che l'inflazione britannica è balzata a novembre al 5,1% su anno, massimo da settembre 2011. I futures indicano al 61% la possibilità di una stretta, contro meno del 50% prima dei dati. Recentemente le aspettative di una BoE hawkish si erano ridimensionate dato il rafforzarsi delle incertezze legate alla rapida diffusione di Omicron.

 

Al via, intanto, il meeting di Bank of Japan che si concluderà domani.

 

Secondo il Fondo monetario internazionale, il debito globale è salito a 226.000 miliardi di dollari l'anno scorso, il più grande balzo annuo dalla seconda guerra mondiale, e sarà messo a rischio se i tassi di interesse globali aumenteranno più velocemente del previsto mentre la crescita stenta.

 

Riflettori su una carrellata di stime Pmi flash tra cui quelle in arrivo da Germania, Francia e dal blocco nel suo insieme, che dovrebbero fotografare un rallentamento del ritmo di espansione a dicembre sia per l'attività manifatturiera che per i servizi. Nutrita la serie di numeri dagli Usa nel pomeriggio, tra cui le nuove richieste settimanali di disoccupazione, viste in aumento a quota 200.000, oltre ai Pmi flash relativi a questo mese, visti qui in lieve miglioramento.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.