CAFFE’ ESPRESSO

30 settembre 2021 - Tra oggi e domani quadro più chiaro sull'inflazione.

A settembre i prezzi al consumo in Francia sono diminuiti dello 0,2% su base mensile (consensus -0,1%) dopo il +0,6% di agosto. Su base annua, il dato e' salito del 2,1%, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti (+2,2%) dopo il +1,9% del mese precedente. Il dato armonizzato evidenzia un -0,2% su base mensile (consensus -0,1%, precedente +0,7%) e un +2,7% su base annua (consensus +2,8%, precedente +2,4%). Nel primo pomeriggio il dato Cpi tedesco e domani stima flash dell’inflazione eurozona e Usa.

 

In ambito Bce attesi gli interventi di una serie di consiglieri, dopo che ieri la numero uno ha sottolineato che l'outlook economico della zona euro rimane costellato di incertezze legate all'aumento dei prezzi dell'energia, al virus e ai colli di bottiglia nelle forniture. E proprio sul problema delle forniture si sono concentrati ieri i banchieri centrali intervenuti al forum Bce, sottolineando che la situazione a livello globale potrebbe peggiorare mantenendo l'inflazione alta per un periodo più lungo.

In programma nel pomeriggio anche diversi interventi di esponenti Fed, mentre il mercato ragiona sugli effetti del 'tapering' che dovrebbe iniziare a novembre. Ieri il numero uno Jerome Powell ha detto che la sfida principale al momento per Federal Reserve è la "tensione" tra inflazione alta e disoccupazione ancora elevata.

L'agenda del presidente Joe Biden è a rischio a causa delle divergenze tra i suoi Democratici, con i moderati che non ci stanno all'idea di rinviare il piano sulle infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari in vista di un voto critico per evitare lo 'shutdown'.

I riflettori saranno sulle letture preliminari dei prezzi al consumo in arrivo da Italia, Germania e Francia relative a settembre, attentamente monitorate dalla Bce in un momento in cui molto si ragiona del rialzo dell'inflazione e della sua natura. Le attese sono per rialzi tendenziali rispetto ad agosto a livello armonizzato. Occhi oltreoceano su una serie di numeri, in particolare la lettura finale del Pil nel secondo trimestre, atteso a +6,6%, e le nuove richieste settimanali di disoccupazione viste in calo a 335.000.

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