L'inflazione della zona euro è balzata ai massimi di 10 anni ad agosto, con ulteriori aumenti previsti in futuro, in contrasto con l'ottimistica stima della Bce sulla crescita dei prezzi e con l'impegno dell'istituto di ignorare un'espansione ritenuta transitoria. Nei 19 paesi che condividono l'euro, l'inflazione è aumentata al 3,0% ad agosto dal 2,2% rilevato a luglio, oltre le attese del 2,7% e ben oltre il target della Bce del 2%. Il balzo è stato stimolato dai costi energetici, ma anche i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati, e si è registrata una crescita insolitamente alta per i prezzi dei beni industriali, in base ai dati di Eurostat. Questi numeri probabilmente metteranno la Bce sotto pressione, dopo che la banca centrale ha ripetutamente aumentato le attese sull'inflazione quest'anno per poi vedere letture oltre le sue stime, anche se probabilmente la crescita dei prezzi toccherà un apice solo a novembre. La Bce probabilmente subirà una crescente pressione pubblica per far fronte all'inflazione, che sta rievocando i lontani ricordi di un'impennata dei prezzi. Il dato sui prezzi e alcuni interventi di banchieri centrali a favore di una immediata riduzione del QE e del Pepp, stanno portando ad un rialzo dei rendimenti europei di circa 5 centesimi. Lo spread Btp-Bund conferma di non riuscire a scendere sotto i 100 bps neanche dopo i dati sul Pil che confermano una crescita superiore in Italia. Secondo la Bce, diversi fattori straordinari legati alla ripartenza economica dopo la pandemia di Covid-19 sono responsabili per buona parte dell'aumento dell'inflazione, e la crescita dei prezzi calerà rapidamente all'inizio del prossimo anno. Infatti, i membri dell'istituto sostengono che l'inflazione stagnerà a livelli inferiori al target della banca per i prossimi anni, quindi a luglio hanno ribadito il loro impegno per mantenere una politica monetaria eccezionalmente accomodante, per generare una pressione dei prezzi. Il capo economista della Bce Philip Lane ha affermato che le sorprese d'inflazione non hanno cambiato la sua opinione, ossia che la crescita dei prezzi sia temporanea, dal momento che l'aggiustamento dei salari, una precondizione per l'inflazione, non si vede all'orizzonte. Anche se i membri della Bce hanno riconosciuto di aver sottovalutato le pressioni sui prezzi a breve termine, continuano a far riferimento alle deboli rilevazioni dell'inflazione sottostante come fattore a sostegno di una politica monetaria accomodante. Tuttavia, l'inflazione core - escludendo i volatili prezzi di prodotti alimentari e carburanti - è aumentata all'1,6% ad agosto, dallo 0,9% rilevato a luglio, e l'indice che esclude anche i prezzi di alcol e tabacco è avanzato all'1,6% dallo 0,7%. La Bce si riunirà il 9 settembre e deciderà il ritmo degli acquisti di bond nel corso del prossimo trimestre. Anche se sono possibili alcune modifiche, saranno marginali, poiché la Bce ha preso un impegno per mantenere "condizioni finanziarie favorevoli".
CAFFE’ ESPRESSO
1 settembre 2021 - Inflazione europea ai massimi degli ultimi 10 anni.
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