CAFFE’ ESPRESSO

21 maggio 2021 - Gli indici Pmi al centro dell'agenda macroeconomica.

Sembra profilarsi una nuova accelerazione del ritmo di crescita del settore privato dell'area euro nel mese di maggio, quando dovrebbe ritrovare linfa in particolare il terziario, finora più colpito dagli effetti della pandemia. La mediana delle attese sulla stima del Pmi di maggio scommette su 62,5 da 62,9 di aprile per la voce manifattura e 52,3 da 50,5 per il canale servizi. L'indice composito passerebbe a 55,1 da 53,8. In arrivo in mattinata i Pmi nazionali anche di Germania, Francia e Regno unito, nel pomeriggio quello Usa.

Nella capitale portoghese le riunioni informali di Eurogruppo ed Ecofin, con quest'ultimo che si conclude domani. I ministri delle Finanze preparano anche i lavori del Consiglio Ue di lunedì, sede in cui l'Italia - anticipava ieri Draghi - intende porre nuovamente il tema della redistribuzione dei migranti.

Confronto per l'apertura sono 112 punti base per il premio di rendimento Btp/Bund sul tratto decennale e 1,01% per il tasso del benchmark aprile 2031. Favorito dall'esiguità dei volumi, l'obbligazionario italiano ha accelerato nel finale ieri, discostandosi da quello tedesco, grazie a ricoperture da parte di account domestici dopo i realizzi delle ultime sedute. Ad aiutare, anche le parole del capo economista Bce che ha assicurato che resta ancora "molto da fare" al fine di riportare l'inflazione della zona euro in linea con l'obiettivo di poco sotto 2%.

 

Il mese scorso la Banca del Canada ha iniziato a ridurre i suoi acquisti segnalando che potrebbe aumentare i tassi di interesse l'anno prossimo, mentre la Banca d'Inghilterra ha rallentato a partire da questo mese la mole di liquidità iniettata sul mercato. Altri, tra cui la Federal Reserve, potrebbero iniziare a ridimensionare gli stimoli entro la fine dell'anno. La crescita della liquidità ha raggiunto l'apice, insomma, e sta già calando; la liquidità totale delle banche centrali e delle istituzioni finanziarie private in Usa, Cina, Eurozona, Giappone e Gran Bretagna ha superato il 28,8% del Pil l'anno scorso mentre si attesta ora al 18,5%.

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