Le obbligazioni continuano a soffrire, vendute in modo massiccio perché il balzo del prezzo delle materie prime, ad un certo punto dell’anno in corso, arriverà a riscaldare anche i prezzi al consumo, ma il rendimento del Treasury Note a dieci anni a 1,40% non spaventa il mercato delle azioni. I bond si stanno frantumando un po’ in tutto il mondo, il ventennale del Giappone, a 0,55% di rendimento, è su livelli mai visti negli ultimi due anni.
I tassi di mercato in risalita soprattutto sulla parte lunga della curva, danno ossigeno a tutto il mondo della finanza. L’economia reale, quella delle piccole e medie imprese degli Stati Uniti, è da qualche settimana la protagonista in borsa: l’indice Russell 2000 guadagna da inizio mese il 10%, contro il +3% del Dow Jones ed il -0,3% del Nasdaq.
I leader dell'Ue, che si riuniscono in videoconferenza oggi e domani, puntano intanto a un accordo riguardante i certificati di vaccinazione per i cittadini del blocco. Una misura di grande supporto, nella speranza di rilanciare la prossima stagione estiva, per i paesi del Sud Europa, come l'Italia, che dipendono molto dal turismo, settore che deve tornare strategico come sottolineato nel suo discorso per la fiducia dallo stesso Mario Draghi. Un vertice informale dei ministri del Turismo è in agenda per l'1 marzo.
Il Btp riparte sul secondario con tassi tornati sopra lo 0,7%, mentre lo spread ha rivisto ieri quota 100 per poi chiudere poco sotto. Le prospettive di un imponente stimolo fiscale negli Usa hanno aumentato le attese di reflazione da parte degli investitori, spingendo verso l'alto i rendimenti del Treasury, con il decennale ieri oltre l'1,4% ai massimi da un anno, in un movimento che si è ripercosso in parte sull'Eurozona dove la salita dei tassi appare meno giustificata.
Moody's ha rivisto al rialzo le previsioni economiche per l'anno di Stati Uniti e mercati emergenti, mentre le ha tagliate sull'Europa.
Non sono bastate a rassicurare i mercati le parole di Jerome Powell che ieri ha ribadito alla Camera che la Fed non ha fretta di inasprire l'attuale posizione accomodante, anche in presenza di un rialzo dell'inflazione, aggiungendo che in ogni caso per il raggiungimento del target sull'indice dei prezzi potrebbero servire ancora oltre 3 anni.
Gli occhi sono ora alla Bce. In un primo intervento solo verbale, Christine Lagarde ha detto martedì che Francoforte "monitora da vicino" l'incremento dei rendimenti. La banca centrale non ha per ora accelerato il ritmo dei propri acquisti via Pepp ma - soprattutto in assenza di provvedimenti di stimolo in Europa tanto grandi da bilanciare quello di Joe Biden. Particolarmente osservato in questo senso l'intervento online previsto in mattinata del capo-economista Bce.
Focus sulla seconda lettura del Pil Usa nel quarto trimestre, con una stima migliorativa a +4,2% dal precedente +4%. Il deflatore nelle attese passerebbe al 2% dall'1,9%.
Il rendimento a 10 anni si è fermato a 1,412% dopo un massimo a 1,435%, in un mercato che vede al momento "pochi motivi" per comprare bond.
Il dollaro galleggia sui minimi da tre anni contro le valute più rischiose dopo le parole di Powell. Euro poco mosso sopra quota 1,21 dollari.
Prezzi sui massimi da 13 mesi dopo un calo nella produzione statunitense dovuto a problemi legati al forte freddo la scorsa settimana.