La settimana inizia con una certa preoccupazione per i nuovi casi di covid 19; le prime indicazioni vedono le borse deboli, il dollaro e lo yen in rialzo, in calo il prezzo del petrolio.
La Bce, riconfermando ancora una volta il suo mood decisamente interventista, ha ripetuto di essere pronta a fare di più se necessario per favorire la ripresa, raccomandandosi però di provare a trasformare l'attuale crisi in un'occasione per modernizzare l'Italia.
Venerdì, intanto, il numero uno dell'Ssm Enria ha fatto sapere che le banche non saranno sottoposte a stress test quest'anno - data la situazione inedita imposta dal Coronavirus - ma a una speciale valutazione di vulnerabilità per stabilire la resilienza dei singoli istituti.
Sul fronte infrastrutturale, inizia a prendere forma, invece, #italiaveloce, il piano da 196 miliardi del ministro dei Trasporti De Micheli che lo stesso Conte sottoporrà agli Stati generali. Tredici le opere ferroviarie (tra cui la Torino-Lione) e 39 quelle stradali considerate prioritarie.
La produzione industriale cinese ha mostrato un incremento per il secondo mese consecutivo a maggio, ma il rialzo è stato minore di quanto atteso dagli analisti (+4,4% annuo, ai massimi da dicembre, contro il +5% ipotizzato). Le vendite al dettaglio si sono invece contratte per il quarto mese consecutivo.
Dati macro ancora opachi e aumento dei rendimenti stanno rafforzando le aspettative di nuovi provvedimenti tesi a favorire la liquidità delle banche e del mercato da parte delle autorità cinesi, in un quadro in cui a Pechino ieri si sono registrati 36 nuovi casi di Covid - il numero maggiore mai registrato da fine marzo - tra i timori di una seconda ondata.
Prezzi ancora in calo con il futures sul Brent che cede il 2,25% a 37,86 dollari al barile e il contratto Usa che lascia sul terreno oltre il 3% a 35,14 dollari. Il mercato attende un incontro di OPEC+ che si terrà in settimana e dovrebbe fornire indicazioni sui possibili tagli ma senza prendere decisioni.