CAFFE’ ESPRESSO

20 aprile 2020 - Mercati riflessivi in attesa della riunione Ue di giovedì.

Mercati riflessivi in attesa della riunione Ue.

Tra primi segnali di allentamento del lockdown, speranze di nuove cure e un numero di contagi da Covid che sembra ormai aver scavallato il picco, si apre oggi una settimana in Europa focalizzata sulla risposta politica all'emergenza che giovedì dovrebbe arrivare dai vertici del blocco. In un mercato che ha toccato con mano, settimana scorsa, quanto la sua tenuta dipenda ancora in ultima istanza dall'intervento Bce, gli investitori ritengono che un pacchetto di provvedimenti politici di peso sia ormai indifferibile. L'Eurogruppo ha già varato misure per 540 miliardi di euro, giudicate insufficienti dagli operatori, ma si discute ancora sulla necessità - propugnata in primis da Roma e ribadita dallo stesso Conte sulla Sueddeutsche Zeitung in un'anticipazione uscita ieri - di emettere, e con quali modalità, debito congiunto.

Il presidente francese Macron, faceva notare sul Financial times venerdì, che l'Ue non ha scelta se non vuole vedere i partiti populisti trionfare in Europa, ma il fronte dei paesi piu rigoristi, come Germania e Olanda, sembra non voler recedere. Il commissario europeo all'Economia Gentiloni, dalle colonne dell'Avvenire ieri, ha rilanciato l'idea di un recovery fund da 1.500 mld di euro da mettere in pista entro l'estate, ricordando che l'unica condizionalita' legata alle linee di credito speciali del Mes e' solo quella della spesa sanitaria e che ricorrervi non significa affatto passare "nell'anticamera della troika". Sul Corriere, il numero uno del Fondo Regling ha parlato invece, sempre ieri, della necessita' di raddoppiare lo sforzo delle istituzioni Ue per finanziare la ripresa.

Intantovenerdi' il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione (non vincolante ma indicativa di un certo clima) nella quale esorta i Ventisette a qualche forma di mutualizzazione dei debiti pubblici - i cosiddetti recovery bond garantiti dal bilancio Ue - e apre al Mes, ma non ai coronabond. L'Italia, notavano nel weekend diversi osservatori, rischia cosi' di trovarsi isolata il 23 a Bruxelles, tenuto conto anche che la speciale linea di credito appena creata al Mes, e ancora invisa a molti a Roma, sta raccogliendo le adesioni tra gli altri di Spagna, Portogallo, Irlanda e perfino Grecia. E' probabile, dunque, osservava ieri sul Sole il politologo Sergio Fabbrini, che il dibattito di giovedi' al Consiglio europeo si sposti dal Mes al Recovery Fund, cercando un compromesso tra i Paesi del nord, che vogliono sia un programma generico, e quelli del sud, più colpiti dalla pandemia, che ritengono possa essere il perno di una politica europea di rilancio. Secondo indiscrezioni pubblicate oggi da Repubblica il piano Ue prevederebbe almeno mille miliardi da raccogliere sui mercati con bond europei gestiti dalla Commissione, da versare ai Paesi più colpiti dalla pandemia in parte sotto forma di aiuti a fondo perduto, in parte come prestiti a tassi contenuti da rimborsare non prima di 20 anni. Ma le contrattazioni sono ancora in corso.

L'Italia deve rifinanziare circa 400 mld di euro di debito quest'anno e pagare interessi per circa 60 mld, ma le necessita' legate alla pandemia potrebbero portare a debito aggiuntivo per 150 mld, secondo analisti di mercato. L'Fmi stima una contrazione del Pil del 9% nel 2020, mentre fonti hanno detto a Reuters giorni fa che il Tesoro ipotizza un calo fino all'8% con rischi di ribasso. In uno studio, Unicredit ritiene che il debito possa raggiungere il 170% del Pil.

Dopo aver inanellato due sedute a segno piu' grazie all'intervento Bce, il Btp riapre la settimana con un tasso a 10 anni a 1,79% e uno spread a quota 227 pb. Viste le aumentate necessita' di finanziamento dovute all'epidemia, il Tesoro sta valutando le possibilita' di incoraggiare gli investitori retail anche con nuovi strumenti di debito, dopo aver annunciato la scorsa settimana un aumento degli importi delle emissioni su tutta la curva.

Mentre si attendono oggi da Francoforte i dati settimanali su Qe e Pepp, montano le pressioni sulla Bce per seguire la Fed nel suo piano di acquisti di corporate bond ad alto rischio, dicono gli analisti, anche se alcuni investitori sono contrari all'idea dicendo che ridurrebbe la disciplina sul mercato.

La Cina ha tagliato oggi per la seconda volta il suo tasso benchmark a un anno (Loan prime rate) di 20 pb al 3,85%, quello a 5 anni di 10 pb al 4,75%.

Il rallentamento delle attivita' produttive causato dalla pandemia e le previsioni negative fatte da Opec e IEA (International Energy Agency) ma soprattutto il netto aumento delle scorte negli Stati uniti spinge i prezzi Usa ai minimi dal 1999. Il futures WTI perde 2,62 dollari - il 14% - portandosi a 15,65 dollari al barile, dopo un tuffo a 14,47 minimo dal marzo '99. Il contratto sul Brent lascia sul terreno 21 centesimi a quota 27,87 dollari.

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