Si riduce la propensione al rischio, per un verso perché i dati sulla bilancia commerciale giapponese diffusi ieri che hanno mostrato quanto siano dannose le guerre commerciali, per un altro verso perché il negoziato tra Cina e Stati Uniti rischia di saltare in dirittura d’arrivo: la risoluzione a sostegno dei dimostranti di Hong Kong votata poche ore in modo compatto dal Congresso statunitense non è piaciuta a Pechino. Nel caso il documento dovesse essere convertito in legge, arriverebbero ritorsioni, non è stato chiarito di che genere. Trump ieri sera, ha minacciato di imporre altri dazi, se la Cina non dovesse firmare il contratto a lui stesso gradito. In questo clima le borse sono deboli e tornano a riaffacciarsi acquisti legati al flight to quality con il rendimento Bund 10 che scende a -0,37% e con l’Irs 10 a 0,05%. Resta comunque in sottofondo il sostegno offerto a tutti gli asset dalla postura estremamente accomodante di tutte le banche centrali. Anche la Cina per la seconda volta in settimana taglia i suoi tassi di interesse; la BoJ si dice pronta a continuare nel Qe ed eventualmente abbassare ancora i tassi. La Bce tranquillizza sugli effetti collaterali dei tassi negativi che non sono ancora vicini al cosiddetto tasso di inversione, in cui i tassi bassi in realtà ostacolano il settore bancario anziché stimolare i prestiti anche se gli effetti collaterali negativi della politica ultra accomodante della Bce stanno tuttavia diventando più evidenti e richiedono un attento monitoraggio. Nonostante l’aumento dell’avversione al rischio i Btp si comportano bene con rendimenti in calo di un paio di centesimi rispetto a ieri pomeriggio. E’ da tenere sotto controllo, come già più volte ricordato nelle scorse settimane, l’evoluzione della trattativa per la garanzia unica sui depositi in eurozona che sta allargandosi al fondo salva stati e alla proposta emersa all’Ecofin di limitare l’ammontare dei titoli di stato nazionali detenuti dalle banche nei loro bilanci.
Il focus è sulla pubblicazione dei verbali della riunione del Consiglio Bce di fine ottobre, l'ultimo dell'era Draghi.
Occhi anche sull'Economic outlook che viene pubblicato in mattinata. Lo scorso settembre l'organizzazione aveva confermato a zero la stima del Pil italiano per il 2019 fornita a maggio, e tagliato a +0,4% quella per il 2020 dal precedente +0,6%.
Proseguono gli sforzi per portare a casa la "fase uno" dell'accordo Usa-Cina, ha detto il ministero del Commercio cinese.
Dalle minute del meeting di fine ottobre emerge una Fed divisa -- che ha votato 8 a 2 il taglio dei tassi -- senza alcuna fretta di rivedere il corso dei tassi di interesse.
Attesa per la stima sulla fiducia dei consumatori nella zona euro a novembre.