Seduta movimentata quella di venerdì per il secondario italiano che ha chiuso in frazionale rialzo nonostante la vicenda Mps e gli annunci della Bce sulle modifiche al Qe. Due fonti a conoscenza della situazione hanno riferito che al meeting della scorsa settimana Francoforte ha preso in considerazione un ampliamento temporale del Qe più consistente di quello poi deciso. L'estensione è stata poi ridotta con un compromesso raggiunto quando i membri più conservativi, cui si sono aggiunti altri esponenti incerti, sono tornati ad imporsi. Il differenziale del rendimento tra Italia e Germania ripartirà da 168 pb e il tasso del 10 anni da 2,038%.
Dollaro in lieve calo, ma non troppo lontano dai recenti massimi in vista del meeting di due giorni della Fed che dovrebbe dare avvio a un rialzo dei tassi e fornire qualche indizio sulle prossime mosse di politica monetaria. L'euro resta invece sotto pressione dopo le mosse accomodanti della Bce la scorsa settimana.
L'accordo sul taglio alla produzione spinge il greggio Usa a guadagnare sul Nymex oltre il 5%. I produttori Opec e non Opec hanno infatti trovato un'intesa per la prima volta dal 2001 su una riduzione al fine di controllare l'eccesso di offerta e spingere al rialzo i prezzi.
Già in rialzo venerdì in chiusura, i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa sono ulteriormente saliti sulle piazze asiatiche, con il tasso del decennale di riferimento salito a 2,5%, ai livelli massimi del 2015.
ASTE DI TITOLI DI STATO
Bot a 12 mesi, scadenza 14/12/2017 (365 gg).
USA
13 settimane, scadenza 16/3/2017; 26 settimane, scadenza 15/6/2017; 3 anni, scadenza 15/12/2019; 10 anni, scadenza 15/11/2026.