La situazione
Giovedì scorso la Banca centrale europea (Bce) ha tagliato il costo del denaro di un quarto di punto, portandolo al
nuovo minimo storico dell'1%. Una decisione giustificata dalla profonda recessione in corso e da un'inflazione che
rimarrà ben sotto il livello obiettivo del 2% nel 2009-2010 (e negativa nei mesi estivi).
Nella successiva conferenza stampa il presidente, Jean-Claude Trichet, ha poi affermato che l'1% non è il livello più
basso al quale si possa scendere, un'apertura che ha portato a un abbassamento delle attese sui tassi Euribor 3
mesi. Resta comunque forte incertezza sul punto di arrivo della politica espansiva della Bce: tassi fermi all'1% o
ulteriore riduzione di 0,25%? I livelli dei tassi Ois (overnight index swap), spesso utilizzati come indicatore per
determinare le attese sui tassi ufficiali, non forniscono per il momento segnali univoci.
Al di là di possibili nuove mosse al ribasso a Francoforte, il mercato si sta chiedendo per quanto tempo verrà
mantenuto il livello minimo sui tassi. Il fatto che si sia evitato il peggio (collasso del sistema finanziario) non deve
essere confuso con un ritorno alla crescita nel breve periodo. Per quanto riguarda l'Europa, il periodo del ritorno a
una fase di espansione economica si sta progressivamente spostando in avanti e conseguentemente il momento di
rialzo del costo del denaro potrebbe slittare oltre il primo quadrimestre 2010.
L'Euribor
La riduzione del tasso di rifinanziamento all'1% nella riunione Bce di giovedì scorso e le parole di Trichet orientate a
non escludere nuovi allentamenti monetari favoriscono ancora il movimento al ribasso dell'Euribor, che continua a
scendere in misura più veloce e marcata del previsto (1,299% il tasso a 3 mesi e 0,864% la scadenza a un mese al
fixing di lunedì). Migliorano anche le previsioni per il resto dell'anno, con l'Euribor 3 mesi atteso fino all'1,15% in
estate e in lieve risalita fino all'1,30% (il livello di oggi) a fine anno. Per quanto riguarda il 2010, migliorano ancora un
po' gli obiettivi per metà anno (attese all'1,60%, contro l'1,75% di inizio maggio) e scende anche l'attesa per fine
2010 (2,10% circa). In sostanza in queste ultime settimane si sta prolungando nel tempo la fase di mantenimento
dell'Euribor 3 mesi sotto l'1,50%.
L'Irs
Il taglio della Bce e l'apertura a ulteriori limature ha impattato sui tassi Irs a breve termine, in particolare fino alla
durata a 5 anni. Su questo tratto della curva si è assistito a calo con l'Irs 5 anni al 2,74%. Scadenze brevi come
queste sono tuttavia assai poco utilizzate dai sottoscrittori di mutui, quelle successive (10-15-20-30 anni
rispettivamente al 3,56%-3,92%-4,03%-3,89%) si sono invece mosse al rialzo nei primi giorni di maggio al traino
dell'andamento dei rendimenti dei titoli governativi tedeschi, saliti notevolmente grazie al recente andamento positivo
delle Borse e alle attese per le ingenti prossime emissioni di Bund in programma nel corso del 2009 per finanziare la
crescita del deficit.
La curva dei tassi Irs si è di conseguenza fatta più ripida. L'Irs 30 anni rimane tuttavia più basso, e quindi più
appetibile, della scadenza 20 anni. Negli ultimi giorni le attese sui tassi Irs si sono mosse lievemente al rialzo
lasciando presagire una lenta, ma graduale crescita di tale parametro nel corso dei prossimi anni. Tuttavia, specie
per l'Irs a 10-15 anni è prevalente un orientamento attendista: non si escludono nel breve livelli più bassi specie