Negli Stati Uniti si allarga la distanza tra l’alta finanza e la vita reale (Wall Street contro Main Street): massimi della storia del Nasdaq da una parte e massimo degli ultimi sette anni del numero delle aziende che nella prima parte del 2020 hanno dichiarato fallimento. Si allarga anche il divario tra la salute dell’economia e la salute dei cittadini. Da almeno un paio di settimane arrivano dati macroeconomici spettacolari, mentre i dati sull’epidemia sono sempre più preoccupanti. I nuovi contagiati alla Covid 19 ieri hanno toccato la quota record di 50.000, salendo a 2,6 milioni. Anche gli stati più ostili alle misure di contenimento hanno dovuto rivedere le posizioni e reintrodurre divieti alla libertà di movimento delle persone.
Ma siccome le borse guardano solo in avanti, a guidarle nelle ultime ore sono state le comunicazioni sul vaccino arrivate da Pfizer, una delle tante case farmaceutiche impegnate nella corsa a chi prima arriva alla medicina che debellerà l’epidemia.
Ieri in tarda serata, le minute della riunione del Federal Open Market Committee del 10 giugno, hanno mostrato che molti membri del comitato ristretto della banca centrale ritengono ci sia bisogno di fornire supporto all’economia “per ancora un po’”, gli stessi pensano che questa impostazione sia da comunicare nel modo più chiaro possibile. I verbali mostrano che non è ancora arrivato il tempo per il regalo più atteso dai mercati, il controllo della curva dei tassi, uno strumento di politica monetaria utilizzato nel corso della seconda guerra mondiale e poi abbandonato negli anni ’50.