Caffé Espresso

Una tazzina di notizie finanziarie

30 gennaio 2023 – La settimana di Fed e Bce.

Driver della settimana saranno i meeting di alcune tra le principali banche centrali - Fed, BoE e Bce - concentrati tra mercoledì e giovedì mentre il mercato scommette su un rallentamento del ciclo restrittivo nel corso dell'anno. Per quanto riguarda la Bce, con un rialzo dei tassi di interesse da mezzo punto percentuale dato per scontato, l'attenzione si concentra sui dettagli relativi al quantitative tightening e sulla stretta monetaria nel prossimo futuro in un consiglio alle prese con le divisioni tra falchi e colombe. Dalla Fed invece il mercato si aspetta un aumento dei tassi da 25 punti base e, a seguire, uno stop ai rialzi sulla scia di un rallentamento dell'inflazione Usa ma anche parole che mettano in chiaro che la lotta all'inflazione non è ancora finita. Oltre alla Bce, giovedì si pronuncerà anche la Banca d'Inghilterra che dovrebbe decidere un aumento di mezzo punto, portando i tassi al 4%. La maggior parte degli economisti interpellati da Reuters in un sondaggio ritiene plausibile un altro rialzo da un quarto di punto a marzo, e i mercati finanziari prezzano la fine del ciclo restrittivo a metà anno al 4,5%.

 

Domani il Tesoro italiano chiude la tornata d'aste di fine mese con l'appuntamento clou: il collocamento a medio-lungo termine, in cui metterà a disposizione fino a 9 miliardi di euro in tre titoli.

 

Settimana intensa sul fronte macro, con una serie di letture importanti su Pil e inflazione. Si parte oggi con il dato sulla crescita tedesca nel quarto trimestre. In mattinata sarà monitorato anche l'Economic sentiment della zona euro a gennaio, con le attese che convergono su un miglioramento dell'indicatore.

 

Al Congresso, un esponente di spicco dei Repubblicani ha detto che le probabilità di un conflitto con la Cina su Taiwan sono "molto alte".

 

Il governatore dell'istituto centrale nipponico ha ribadito l'importanza di mantenere una politica monetaria accomodante. Accademici e dirigenti d'azienda hanno sollecitato la BoJ a rendere il suo target sull'inflazione del 2% un obiettivo di lungo termine, anziché da centrare il prima possibile, alla luce dei crescenti costi di una politica monetaria accomodante che si prolunga nel tempo.

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27 gennaio 2023 – Pil Usa sopra le attese.

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26 gennaio 2023 – Oggi Pil e inflazione Usa condizioneranno i mercati.

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25 gennaio 2023 – Dai PMI europei indicazioni positive.

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24 gennaio 2023 – Oggi riflettori sui Pmi (indici fiducia direttori acquisti).

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23 gennaio 2023 – Bce determinata nel rialzare di 50 cent.

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19 gennaio 2023 – Minute Bce e intervento della Lagarde.

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18 gennaio 2023 – La BoJ lascia inalterata la sua politica monetaria.

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17 gennaio 2023 – BoJ, Cina e inflazione …

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13 gennaio 2023 – Inflazione Usa e prospettive di politica monetaria.